Trasporti verdi per l’UE (ma Trump non ci sta)

Forti divergenze tra gli Stati Uniti di Trump e l’Unione Europea  a proposito di politica energetica, trasporti e carburanti.  Bruxelles dice sì alla decarbonizzazione

Non poteva esserci distanza maggiore tra Jean Claude Junker e  Donald Trump, e non ci riferiamo alla gaffe geografica del neopresidente degli Usa che ha definito il Belgio “un villaggio” e cui ha reagito stizzito il Presidente della Commissione europea. La distanza tra Europa e Stati Uniti riguarda, tra le varie cose, le politiche energetiche, l’uso dei combustibili fossili e il sistema dei trasporti, proprio ora che l’UE è impegnata in una strategia di ampio respiro nella direzione opposta, soprattutto per quanto riguarda la promozione del passaggio in tempi brevi  a una mobilità low enission.

taxi-elettrico
La strategia low emission dell’UE punta molto sull’incremento delle auto elettiche

 Questione di punti di vista – Per rilanciare il mercato automobilistico interno in sofferenza e l’occupazione, Trump propone agevolazioni per le auto a benzina e diesel, che si andrebbero a sommare all’aumento delle concessioni per le trivellazioni offshore, all’eliminazione della normativa antifracking, insomma al   sostanzioso sostegno all’industria petrolifera  statunitense.  Al contrario da Bruxelles viene chiaro il monito ad abbandonare le fonti di energia fossili e a puntare sulla politica green dei trasporti. Lo ha ribadito meno di un mese fa l’edizione 2016 del Transport Scoreboard 2016 (“Quadro di valutazione dei trasporti UE” pubblicato dalla Commissione europea. Il documento mette a confronto in 30 categorie le politiche dei trasporti negli Stati membri, dalla mobilità, agli investimenti in infrastrutture, alla soddisfazione dei cittadini per i servizi. In un quadro che evidenzia una generalizzata attenzione agli investimenti e alla sicurezza dei trasporti, il capitolo dedicato alla mobilità a basse emissioni segnala una situazione a macchia di leopardo. Attualmente l‘UE dipende ancora dal petrolio per circa il 94% del suo fabbisogno energetico, decisamente troppo. Certo, si sta diffondendo sempre di più una mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente (è aumentato ad esempio il numero di autovetture alimentate a carburanti alternativi), tuttavia, i livelli sono ancora bassi malgrado alcuni Stati membri (come ad esempio l’Olanda seguita da Svezia, Germania e Austria) si confermino all’avanguardia nelle politiche di mobilità a basse emissioni.
Vecchia Europa, carburanti nuovi –  La Commissione ha adottato a luglio di quest’anno una strategia europea per la mobilità a basse emissioni, intesa anche come uno degli strumenti per modernizzare l’economia europea e rafforzare il suo mercato interno. La valorizzazione delle tecnologie digitali intelligenti e una forte spinta all’uso di fonti di energia alternative per il trasporto (biocarburanti avanzati, elettricità, idrogeno, ecc.), il perfezionamento delle legislazione in materia,  sono tra i principali elementi di questa strategia, cui si aggiunge l’incoraggiamento a forme di mobilità alternativa (ciclistica e pedonale) e collettiva (trasporto pubblico, car-sharing, car-pooling) nonché lo sviluppo dell’intermodalità  per ridurre la congestione e l’inquinamento. E in questo quadro rientrano  anche gli sforzi per controllare le emissioni prodotte dal trasporto aereo internazionale e marittimo. Questa strategia, che prevede anche una riconversione tecnologica  della forza-lavoro, dovrebbe acquisire concreti risultati in termini di un aumento della domanda di energia alternativa per il trasporto pari a circa il 15-17% nel 2030, per  giungere alla sostituzione dei prodotti petroliferi  entro il 2050,  come auspicato dal commissario europeo per i Trasporti Violeta Bulc.

 Con quali fondi? Con quali vantaggi? –Per questo programma sono a disposizione 70 miliardi di euro del Fondo strutturale europeo per gli investimenti, di cui 39 miliardi per sostenere il passaggio verso una mobilità a basse emissioni. Nell’ambito del programma di ricerca Horizon 2020, sono disponibili 6,4 miliardi di euro per progetti di mobilità a basso tenore di Co2.  Tra le azioni maggiormente sostenute, la standardizzazione dei sistemi di ricarica dei veicoli elettrici.

Una volta attuata la politica comunitaria low emission, i vantaggi saranno tanti: miglioramento nella qualità dell’aria, riduzione dei livelli di rumore, livelli di congestione più bassi, maggiore sicurezza, collegamenti migliori e più interconnessi. Un capitolo di spesa è destinato anche all’informazione capillare rivolta ai cittadini degli Stati membri.

 

 

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