Trasporti, Bari come Amsterdam?

Nuovi autobus e sistema Smart Mobility nel piano dei trasporti pubblici di Bari. Le indicazioni della Commissione Europea: c’è ancora molto da fare

Buone notizie per i trasporti pubblici a Bari. Per il 2017 la flotta di autobus urbani dovrebbe arricchirsi di 53 nuovi mezzi ecologici. E’ il risultato più significativo della delibera  di giunta del 27 ottobre scorso, che vuole dare uno scossone al chiacchierato servizio pubblico “lumaca”della città.  L’Amtab, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico, indirà una gara per l’acquisto di 53 nuovi autobus ecologici per incrementare l’interoperabilità con gli altri servizi di mobilità, garantire la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente. Precise le indicazioni in merito: a bordo dovranno esserci strumenti di controllo automatizzati, per migliorare la sicurezza e ridurre il numero dei “portoghesi” che non pagano il biglietto. Nello stesso programma è prevista l’adozione di un piano di smart mobility che integri nuovi sistemi di bigliettazione elettronica del trasporto pubblico locale con i sistemi di pagamento della sosta e degli altri servizi pubblici di trasporto. L’importo complessivo utile a finanziare gli interventi indicati è di circa 33 milioni a valere sul Pon Metro.

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La Commissaria Europea ai Trasporti Violeta Bulc illustra la strategia sulla decatbonizzazione dei trasporti adottata dall’UE (foto Lucia Schinzano)

L’ingresso degli autobus ecologici a Bari è in linea con le indicazione della Commissione europea, che proprio il 27 ottobre ha pubblicato l’edizione 2016 del “EU Transport Scoreboard    (Quadro di valutazione dei trasporti UE) e che da luglio di quest’anno ha adottato una strategia europea per la mobilità a basse emissioni luglio a sostegno di forme alternative di trasporto  (dal car sharing alle auto ad idrogeno agli autobus elettrico), unite ad un ripensamento della intera rete di infrastrutture dei trasporti. Insomma, una ridefinizione del concetto di mobilità, che passa attraverso un ammodernamento di mezzi e sistemi di connessione. Può così accadere che in città  (e la città metropolitana di Bari è obbligata a farlo in virtù della sua stessa nuova “morfologia” sociale) fondamentali risultano le attrezzature tecnologiche per l’info-mobilità ma anche  la riconfigurazione delle linee, la realizzazione di opere sulla viabilità e la sosta per l’introduzione di corsie preferenziali, fermate attrezzate, nuove aree di sosta e, soprattutto, l’adozione di mezzi pubblici low emission.   E’ poi necessario incrociare queste iniziative cittadine con un sistema regionale di trasporti integrato, e qui diventa fondamentale «la collaborazione con la Regione Puglia e tutti gli altri soggetti attivi sul territorio», come ha detto il sindaco Decaro. Parole, queste, che rappresentano  l’applicazione su scala locale di quanto proprio poche ore prima aveva detto a Bruxelles la Commissaria europea ai trasporti Violeta Bulc, commentando il Quadro di valutazione dei trasporti UE  un punto di riferimento che confronta come gli Stati membri operano in 30 categorie che coprono tutti gli aspetti del trasporto: «Il mio obiettivo è quello di avere un sistema di trasporti integrato ed efficiente di qualità elevata,  completamente decarbonizzato».

C’è inoltre un altro elemento che non va assolutamente sottovalutato nello sperato new deal dei trasporti urbani a Bari, ed è il livello di soddisfazione degli utenti. Sempre il  Quadro di valutazione dei trasporti UE indica che la soddisfazione dei consumatori verso tutti i sistemi di trasporto (urbano, ferroviario, aereo) è aumentata in tutta Europa. Ciò suggerisce che i bisogni delle persone devono essere compresi e che bisogna fare gli investimenti giusti. Un esempio può chiarire il concetto. Bari ha “sposato” la causa del car sharing con auto elettriche e lo dimostra l’allargamento del cosiddetto Flusso libero ad altre zone della città (p.es. il Politecnico). Ora ci si aspetta che in tempi più che rapidi ci siano le colonnine per la ricarica dei mezzi e una campagna di sensibilizzazione all’acquisto  o all’utilizzo di auto elettriche. La città metropolitana di Bari deve poter guardare l’Europa senza dover essere costretta ad abbassare lo sguardo. Sarà possibile in tempi brevi?

 

 

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