Trasparenza e opacità: l’informazione ambientale fa un passo avanti

Le P.A. garantiscono l'accesso alle informazioni ambientali attraverso il web e i mezzi d'informazione

Se la Pubblica Amministrazione autorizza un’opera che deturpa il paesaggio, devasta una falesia o avvia le procedure per adottare un piano urbanistico, dal 20 aprile con un semplice click di mouse chiunque lo voglia potrà approfondire gli argomenti e utilizzare i documenti a base delle decisioni. Già il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195 “Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale” sanciva il principio che doveva essere garantito il diritto d’accesso all’informazione ambientale detenuta dalle autorità pubbliche. Il che si traduceva nella messa a disposizione del pubblico dell’informazione ambientale, anche attraverso i mass media e il web. Inoltre la pubblica amministrazione doveva garantire entro 60 giorni l’accesso all’informazione ambientale a chiunque ne faceva richiesta. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo. 14 marzo 2013 n. 33 «Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione d’informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni», invece, i cittadini non devono più richiedere l’informazione ma la potranno consultare direttamente sul web. La nuova norma prevede che l’accesso alle informazioni pubblicate sarà garantito sui siti web delle P.A.; quindi queste hanno pochi giorni per strutturare il proprio sito web ufficiale all’insegna della trasparenza. Per la piena accessibilità delle informazioni pubblicate, nella home page dei siti istituzionali un’apposita sezione denominata “Amministrazione trasparente”, conterrà i dati, le informazioni e i documenti. Per i dati ambientali dovrà essere creata un’apposita sezione denominata “Informazione ambientali”.

Un tratto di costa di Margherita di Savia (nella parte alta si intravede il rosso della salina): si notano alcuni piccoli interventi perpendicolari alla linea di costa realizzati per arginare alla men peggio l'erosione costiera (foto Antonello Fiore)

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. le opere pubbliche, la pianificazione e i dati   ambientali diventeranno di dominio pubblico. Devono essere disponibili, tra gli altri, piani territoriali, piani di coordinamento, piani paesistici, strumenti urbanistici, generali e di attuazione, e le loro varianti. Per ciascuno degli atti dovranno essere resi noti gli schemi di provvedimento prima che siano portati all’approvazione, le delibere di adozione o approvazione, i relativi allegati tecnici. Le informazioni da pubblicare riguarderanno lo stato degli elementi dell’ambiente (l’aria, l’atmosfera, l’acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali, le zone costiere e marine, la diversità biologica e i suoi elementi costitutivi).

Secondo il Ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi, il D.Lgs. 33/2013 sarà un grande deterrente contro la corruzione e l'illegalità

Con questo Decreto l’accessibilità totale ai dati della P.A. diventa reale, ispirandosi al modello statunitense del Freedom of Information Act: una trasparenza che, così come ha dichiarato giorni fa il ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi,  sarà il grande deterrente contro la corruzione e l’illegalità. Una trasparenza che, aprendo le porte della burocrazia e rendendo libere le informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, avvicina queste ultime ai cittadini e crea il giusto deterrente per contenere le forme di corruzione e concussione.

C’è da sperare che i casi di esclusione del diritto di accesso all’informazione ambientale, così come riportati all’articolo 5 del D.L. n. 195 del 2005 e richiamate nel nuovo Decreto, non continuino a rappresentare delle limitazioni a singoli cittadini o gruppi organizzati attenti ai temi dell’ambientali e della salute. Positivamente dovremo pensare che le limitazioni rimaste in vigore non limitino nei fatti lo spirito di trasparenza del Decreto: se ciò dovesse accadere, il decreto manterrebbe non poche zone di opacità.

 

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