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Traffico di avorio: emergenza elefanti

In Cina spopola la moda dell’avorio e a pagarne le spese sono gli elefanti. A parlare della nuova ’emergenza elefanti’ è Massimiliano Rocco, responsabile specie, commercio di legname e Traffic del Wwf Italia. Un fenomeno che va spiegato guardando alle mode diffuse fra i nuovi ricchi cinesi. Un tempo la caccia all’avorio soddisfaceva la domanda dei turisti, oggi invece si risponde ad un mercato interno. «Secondo un recente rapporto presentato alla convenzione Cites (convenzione sul commercio internazionale di flora e fauna minacciati), – spiega Rocco – questo nuovo consumismo ha fatto crescere il prezzo dell’avorio dai 300 o 400 dollari di qualche anno fa ai 750 dollari attuali al kg». Dunque una zanna, che ha un peso medio pari a 5 kg, vale quasi 4 milioni di dollari. Instabilità politica, povertà, scarsi controlli e corruzione: sono tutti aspetti presenti in molti africani, che rendono più grave il fenomeno del bracconaggio soprattutto in Paesi come Ciad, Sudan, Repubblica democratica del Congo, Camerun, Gabon, Congo e Angola, ma ancheKenya, Tanzania e Zimbabwe. «Anche se non è il mercato internazionale a richiederlo ma solo la Cina, – aggiunge l’esperto – ormai l’avorio ha acquistato di nuovo un valore». Occhi aperti anche in Italia: «Una cosa che abbiamo notato – racconta Rocco – specie nei mercatini, sotto le feste, è un’offerta di prodotti in avorio. Il traffico di pochi pezzi è infatti più difficile da individuare». Per il Wwf, l’unico modo per fermare la strage di elefanti è quella di vietare il commercio in Italia e rivedere le regole europee.

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