Tra natura e cultura, la “nuova vita” della Cava di Cafiero di San Samuele

La Cava San Samuele di Cafiero

Valorizzare un bene naturalistico e storico del nostro territorio. È questo l’obiettivo del progetto per rilanciare e aprire ai giovani il Parco delle Cave di Cafiero di San Samuele

Un luogo naturale che diventa un teatro di socialità. Nell’agro di San Ferdinando di Puglia si punta al recupero funzionale della Cava di Cafiero di San Samuele, attraverso un progetto firmato dall’Amministrazione Comunale locale, con Arti Puglia e Legambiente Margherita di Savoia.

L’iniziativa punta a valorizzare e sviluppare attività scientifiche, culturali, ambientali e didattiche connesse al recupero ambientale e alla divulgazione del patrimonio storico-naturalistico del Parco delle Cave di Cafiero. Per farlo, è previsto il  coinvolgimento diretto e principale dei giovani e della comunità.

Un po’ di storia…

Cava Cafiero – Luoghi Comuni

Ma quali sono le peculiarità della Cava di San Samuele di Cafiero? Deve il proprio nome alla nobile famiglia Cafiero, di origine napoletana, che in questa zona possedeva diversi terreni.

E’ una cava di tipo ‘a fossa’. L’estrazione inizialmente riguardava la parte settentrionale dell’area e la frantumazione della roccia avveniva nel grandioso frantoio, costruito con travi in legno nel 1932.

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Il pietrisco, originariamente trasportato su binari con carrelli a trazione animale, serviva per formare selciati e massicciate per la costruzione delle strade di Capitanata. Negli anni ’60 è cominciata la coltivazione della parte meridionale della cava, constatando la presenza di rocce calcareo-dolomitiche particolarmente compatte che potevano essere utilizzate come pietra da taglio ornamentale.

Il “Calcare di Bari”

La Cava di Cafiero inizialmente sfruttata per la produzione di pietrisco, negli anni ’60 è stata utilizzata anche per la produzione di un pregiato marmo: il “Gran Marrone” di San Ferdinando di Puglia. Geologicamente è caratterizzata dall’affioramento di rocce calcareo-dolomitiche appartenenti alla formazione del “Calcare di Bari”.

Le attività

Venendo invece ai giorni nostri, tra le molteplici attività che animeranno la cava nei prossimi due anni del progetto, ci sono attività turistiche, sportive, culturali e artistiche, monitoraggio ambientale, laboratori culturali e di riciclo per bambini ed adulti, percorsi specifici per le fasce deboli. E ancora una Eco-biblioteca fruibile ai cittadini e studenti, uno spazio di co-working e accompagnamento agli under 35 nello sviluppo di idee ed imprese, uno spazio di promozione dei prodotti locali e artigianali e tanto altro ancora.

I partner

«Il Comune di San Ferdinando di Puglia ha da subito sposato l’iniziativa della Regione Puglia Luoghi comuni – Bando per la rivitalizzazione di spazi pubblici attraverso progetti di innovazione sociale – ha commentato Salvatore Puttilli, sindaco di San Ferdinando di Puglia -, candidando il Parco delle Cave di Cafiero, luogo fondamentale del nostro territorio dal punto di vista ambientale e culturale, per renderlo attrattore ed incubatore anche per le attività dei giovani così da poterlo fruire e vivere quotidianamente. E l’assegnazione del bene, attraverso una procedura pubblica e trasparente, all’associazione Legambiente di Margherita di Savoia per noi è sinonimo di garanzia anche per le attività di tutela ambientale e soprattutto educative per tutta la nostra comunità».

Tenere il Parco con cura e preservarlo dai vandali

Il progetto ha infatti come ulteriore finalità quella di incrementare la consapevolezza del patrimonio ambientale-culturale, valorizzando la Cava attraverso spettacoli ecosostenibili e sviluppando una nuova visione attraverso la sinergia tra scuola, comunità e natura.

Ma per riuscirci, è necessario proteggere e preservare quest’area. «Non vediamo l’ora di poter aprire al pubblico il Parco delle Cave di Cafiero – ha spiegato Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Margherita di Savoia –. Al momento stiamo proseguendo con i lavori di manutenzione e sistemazione delle aree, così da poter mettere quanto prima a disposizione i luoghi ai cittadini e visitatori. Tante saranno le iniziative e non vediamo l’ora di fare conoscere a tutti. Chiediamo solo a tutti di tutelare e proteggere questo meraviglioso luogo naturalistico, perché è patrimonio di tutti i sanferdinandesi. Trattiamolo con cura e preserviamolo dall’incuria e dagli atti vandalici».

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