Input your search keywords and press Enter.

Torre Guaceto: “Il mare è la nostra vita. Fermiamo le trivelle”

Lo sfruttamento di idrocarburi e il rischio di sversamento di petrolio dalle piattaforme offshore sono una gravissima minaccia sia per l’ambiente marino sia per le attività produttive che più dipendono dalla salute del mare, come il turismo e la pesca e in questo settore, la Puglia è al secondo posto dopo la Sicilia, con circa 130milioni di euro di ricavi l’anno (Dati IREPA – Istituto di Ricerche Economiche per la Pesca e l’Acquacoltura – 2012).

Nel brindisino, Torre Guaceto è un’oasi di quasi mille ettari di macchia mediterranea che fanno capolino tra le dune a ridosso dell’azzurro dell’Adriatico. La riserva marina protetta dal 1991, che ospita anche tracce dell’Età del bronzo, attira ogni anno circa 18mila turisti, con ricavi notevoli, inoltre, la pesca autorizzata – la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con i pescatori ha consentito di ridurre l’attività di pesca “artigianale” a un giorno a settimana – dà da mangiare anche alle famiglie dei piccoli pescatori.

In passato, l’oasi è stata insidiata da tentativi di speculazione: negli anni ’80 si pensò, addirittura, di poter realizzare una centrale nucleare, tra le dune e la macchia mediterranea. In un passato più recente, a settembre del 2014, invece, la Regione Puglia e l’Acquedotto Pugliese hanno concesso lo sversamento di liquami depurati nelle acque della riserva. Così alcuni dirigenti dei due enti sono imputati in un processo iniziato a marzo scorso. Oggi il pericolo si chiama trivelle.

Un grido d’allarme è stato, quindi, è lanciato proprio dai pescatori artigiani di Torre Guaceto per i quali il mare, rispettato e tutelato, è ragione di vita. E motivo per cui, il prossimo 17 aprile, loro invitano a votare “SI”. Il messaggio è stato esposto in mare su un grande striscione teso tra una barca e l’altra dai pescatori di Torre Guaceto e della cooperativa Emma.

La presenza delle trivelle è una grave minaccia per la pesca. «Studi scientifici – ha spiegato Serena Maso, campagna Mare di Greenpeace, intervenuta alla manifestazione insieme con gli ambientalisti dell’associazione -, mostrano che anche le fasi preliminari per la ricerca di idrocarburi, come le attività di prospezione sismica e le esplosioni provocate dall’utilizzo degli airgun, possono provocare danni fisici diretti a un’ampia gamma di organismi marini, tra cui cetacei, tartarughe, pesci, molluschi e crostacei. Ciò può comportare una pesante riduzione delle catture per numerose specie ittiche, con perdite che possono arrivare al 70 per cento».

Le fa eco il presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto Vincenzo Epifani, secondo cui «condizione necessaria affinché il nostro modello di pesca sostenibile funzioni è, ovviamente, il mantenimento della biodiversità della fauna ittica e, più in generale, degli ecosistemi presenti nell’Area Marina Protetta».

Torre Guaceto, da sempre impegnata nella tutela dell’habitat marino, è stata riconosciuta dalla convenzione di Barcellona come Area Speciale di Interesse Mediterraneo. «Un riconoscimento – aggiunge Epifani – che sottolinea quanto Torre Guaceto sia attenta a tutte le problematiche che, anche indirettamente, possono portare a un danneggiamento o all’alterazione degli ambienti naturali».

[nggallery id=484]

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *