Torre Guaceto ferma la pesca per un anno

Si tratta di un progetto pilota. Accordo tra Consorzio di Gestione e Ministero dell’Ambiente. Primo caso in Italia

 

Per la prima volta in Italia viene concesso un fermo pesca annuale. A beneficiarne è Torre Guaceto. L’autorizzazione del fermo pesca al Consorzio di Gestione viene direttamente dal Ministero dell’Ambiente.

L’obiettivo è la crescita della popolazione ittica e la diminuzione dell’impatto antropico sul mare. La videosorveglianza impedirà i tentativi di frodo. Il divieto è già attivo e blocca sia la pratica artigianale che quella ricreativa fino al maggio 2025.

Il progetto è stato ideato per permettere alla fauna ittica di riprodursi e crescere tanto in termini di numero di esemplari, quanto di dimensioni, a beneficio non solo di Torre Guaceto, ma dell’intera costa salentina, grazie al fenomeno della dispersione larvale che di fatto, per via delle correnti marine discendenti presenti, porta tanti pesci nati in riserva a popolare le acque pugliesi sino al basso Adriatico.

Il piano pilota approvato dal Ministero dell’Ambiente, vedrà ancora una volta i pescatori professionisti protagonisti delle attività condotte dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto.

Come si è arrivati a questa importante azione. Istituito nel 2000, il Consorzio si è subito impegnato per porre rimedio ai danni provocati all’ecosistema marino da decenni di pesca indiscriminata condotta anche attraverso l’uso di esplosivi. Da qui il fermo pesca di 5 anni, gli studi portati avanti con le Università, l’ideazione del modello di pesca sostenibile di Torre Guaceto, oggi replicato in svariate Aree Marine Protette del mondo: autorizzazione di pesca concessa solo ai professionisti dei Comuni di pertinenza, Brindisi e Carovigno, una volta a settimana, con reti da posta a maglia larga ed esclusivamente nell’area più esterna e meno delicata della riserva, la zona C.

Grazie a questa strategia di governance, il mare di Torre Guaceto è stato ripopolato e la natura è tornata a crescere rigogliosa, gli stock ittici sono cresciuti in modo esponenziale. Tornati a pescare, gli artigiani del mare hanno registrato le più alte rese mai ottenute nell’ambito della piccola pesca costiera e sono diventati i più grandi alleati del Consorzio.

Oggi, a quasi 20 anni dall’avvio del programma che ha reso celebre Torre Guaceto, un’altra minaccia ha imposto la necessità di un nuovo intervento: la pesca illegale. I pescatori di frodo hanno danneggiato l’importante lavoro condotto dall’ente di gestione e i pescatori professionali. E, dopo ulteriori studi scientifici, nell’ambito del confronto continuo con il comparto pesca, si è deciso di fermare l’attività per un anno.

Nel periodo di blocco, per i primi 9 mesi, i pescatori che lavoravano in riserva coadiuveranno il Consorzio nel monitoraggio marino all’interno della Zona Speciale di Conservazione Torre Guaceto-Macchia San Giovanni, area che va da Brindisi ad Ostuni e include l’area protetta, negli ultimi 3 mesi saranno invece impegnati nella valutazione delle rese di pesca all’interno dell’AMP per verificare i risultati sortiti dal fermo.

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