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Torna a Roma la statua di Augusto di Prima Porta

Statua di Augusto di Prima Porta: particolare dei sistemi antiurto

La famosa statua in marmo dell’imperatore Augusto rinvenuta a Roma nel 1863 e nota come Augusto di Prima Porta dal luogo di ritrovamento, è tornata perfettamente integra ai Musei Vaticani dopo essere stata esposta alle Scuderie del Quirinale a Roma e al Grand Palais a Parigi.

A causa della fragilità della statua, tutti gli spostamenti durante il trasporto sono stati eseguiti utilizzando un innovativo sistema di protezione da qualsiasi sollecitazione o urto, sostenuto dalla ditta Montenovi, progettato e sviluppato dall’ENEA in collaborazione con i Musei Vaticani. Le soluzioni tecnologiche sono state studiate e realizzate dall’ing. Gerardo De Canio dell’ENEA insieme ai tecnici dei Musei Vaticani, Guy Devreux e Stefano Spada, restauratori del Laboratorio Restauro Marmi e al prof. Ulderico Santamaria, responsabile del Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro.

Il trasporto è stata un’operazione complessa in quanto la statua, alta più di 2 metri e dal peso di oltre 1000 chilogrammi, restaurata in più punti, è molto vulnerabile alle vibrazioni e agli urti. Grazie all’integrazione di diverse tecniche (tutore, cassa ammortizzata e gabbia antivibrante) ne è stata possibile la perfetta protezione in tutte le fasi. In primo luogo sono stati applicati alla statua un tutore per il braccio e uno speciale corpetto protettivo per il torace, fissato al basamento della statua tramite un traliccio di sostegno. La seconda fase ha comportato il posizionamento della statua all’interno di una cassa in legno allestita con rivestimento ammortizzante, inserita a sua volta in una seconda gabbia d’acciaio antivibrante. Tutti i passaggi delle operazioni sono state monitorati con un sistema di sensori, posizionati sui punti critici della statua e sul basamento.

Questa esperienza pone le basi per la definizione di linee guida e di protocolli per la movimentazione e il trasporto di opere d’arte anche altamente vulnerabili che saranno avviati da dall’ENEA e dai Musei Vaticani.

Questa nuova collaborazione si aggiunge all’Accordo tecnico- scientifico già esistente tra Musei Vaticani ed ENEA per lo sviluppo congiunto di tecnologie avanzate per la tutela dei beni culturali. In questo modo l’ENEA conferma il suo impegno per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale, settore vitale per l’identità nazionale e strumento di potenziale sviluppo economico, grazie alla capacità di trasferimenti delle proprie conoscenze alle specifiche esigenze degli esperti del settore.

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