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Tokyo magnitude 8.0

E’ finalmente arrivata in Italia la miniserie anime Tokyo magnitude 8.0, splendido esempio di quanto quello di anime e manga sia un importantissimo fenomeno culturale che coinvolge ogni livello della società. L’anime, prodotto e andato in onda in Giappone nel 2009, con l’obiettivo di mostrare gli effetti e le reazioni a una catastrofe di tale intensità, si basava su previsioni statistiche secondo cui, con una probabilità del 70%, entro trent’anni un forte terremoto avrebbe colpito quel Paese, come poi è avvenuto l’11 marzo 2011 (la magnitudo registrata è stata di 8.9, ma inizialmente di era parlato del 7.9, praticamente la stessa intensità di cui parlava l’anime). Dopo tale avvenimento tuttavia le repliche dell’anime, seguitissimo in Giappone e vincitore dell’ Excellence Prize al Japan’s Media Art Festival (categoria Animation), sono state interrotte.

Mirai col fratellino Yuki in una Tokyo devastata dal terremoto

La storia, concentrata in 11 episodi, e preceduta da un accurato studio scientifico e sociologico sulle reazioni di autorità e vittime di fronte a un terremoto, è molto semplice: la giovanissima Mirai, di undici anni appena, che sente pienamente il disagio e il male di vivere tipici dei giovani d’oggi, ossessionati dalla tecnologia e distanti dai valori e dagli affetti della vita, deve accompagnare il fratellino Yuki a una mostra di robot sull’isola di Odaiba: i genitori sono troppo impegnati nel lavoro per occuparsi dei figli. E nel momento esatto in cui Mirai desidera sfuggire a questa vita, un terremoto di magnitudine 8.0 distrugge Tokyo. I due bambini allora, con l’aiuto di Mari, giovane madre single, intraprendono il lungo cammino verso casa, affrontando quella che è la vita dopo un terremoto, tra scosse di assestamento, rischi di tsunami, primi soccorsi forniti dalle autorità e scuole adibite e rifugi. In tutto questo, però, non è assente una forte componente emotiva: l’anime mostra chiaramente e con estrema durezza, grazie a disegni apparentemente semplici ma in realtà dal tratto molto elaborato, la rabbia e la frustrazione delle vittime, la disperazione dei sopravvissuti, ma anche fino a che punto l’uomo possa arrivare per difendere la propria sopravvivenza, si tratti anche soltanto di mettersi in fila o per salire su un traghetto, per un sacchetto con una razione di cibo o per usare il bagno. Eppure questo lungo viaggio, colmo di eventi dolorosi, cambierà Mirai, perchè solo attraverso il dolore è possibile crescere.

Tokyo magnitudine 8.0 non è il primo prodotto del genere nel variegato mondo di quello che troppo facilmente viene in Occidente catalogato come “fumettistica e cartoons ” nipponici. La sensibilità verso le catastrofi naturali o provocate dall’uomo, così come verso le tematiche ambientali è molto viva in un paese che quotidianamente affronta questi pericoli. Ma questa serie ha una marcia in più, perchè scava nella quotidianità della vita in Giappone e descrive la vita così com’è, a cominciare dall’obbligo dei supermercati a distribuire cibo gratis durante le emergenze. In conclusione, un anime da non perdere.

Tokyo Magnitude 8.0, Giappone 2009; di Natsuko Takahashi, regia di Masaki Tachibana; prodotta dagli studi Bones e Kinema Citrus. Prima visione in Italia: dal 22 agosto 2011 su Rai4

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