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Toghe verdi

Già autrice di Il fantasma in Europa (2004, scritto con Luca Leone), Uranio il nemico invisibile (2005) e Amianto. Storia di un serial killer (2009), la giornalista Stefania Divertito, vincitrice nel 2004 del premio “Cronista dell’anno” per un’inchiesta sull’uranio impoverito, ha pubblicato per Edizioni Ambiente Toghe verdi, libro inchiesta su battaglie legali relative a grandi scempi ambientali in Italia.

Dopo la prefazione di Erri De Luca e una prima parte introduttiva, si apre un’ampia parte centrale in cui sono esaminati cinque casi tristemente noti di eco-disastri e battaglie legali a essi collegate: si comincia con gli scavi e lo sventramento della montagna nella zona del Mugello, dovuti alla costruzione della tratta ferroviaria ad alta velocità che collega Firenze e Bologna; si passa poi alla discarica (la più grande d’Europa!) sulla via di Casal Lombroso a nord di Roma, e al comitato Malagrotta, nato per osservarne l’attività. Il terzo caso illustra la situazione del parco regionale del Delta del Po, contaminato da pulviscoli e piogge acide dovute a una vecchia centrale Enel del Polesine; infine, il quarto e il quinto caso trattano delle lotte dell‘Osservatorio nazionale amianto contro malattie e contaminazioni, e la situazione – già descritta nel film Oil di Massimiliano Mazzotta – della città di Sarroch in Sardegna, dov’è attiva la raffineria Saras.

Con grande attenzione alle fonti, e cercando quanto più possibile di parlare in maniera diretta con gli avvocati coinvolti, l’autrice porta il lettore a riflettere sulle vite spezzate di chi abita nelle zone contaminate e ne subisce le conseguenze – aria e cibo contaminati, malattie contratte, sprechi derivanti da una cattiva gestione dei rifiuti e scarsa attenzione prestata alla raccolta differenziata -; si aprono finalmente gli occhi su quel che il nostro territorio sta soffrendo, in primo luogo sui danni derivanti dal dissesto idrogeologico: parliamo del precipitare delle falde acquifere con conseguente scomparsa dei corsi d’acqua e apertura di crateri e frane. E infine diveniamo consapevoli di quanto, sebbene ogni azione a posteriori in fondo sia solo un palliativo, snellendo le procedure legali e conducendole con più rigore potrebbero esserci miglioramenti se non altro nelle vite delle vittime di questi scempi.

Stefania Divertito

Purtroppo è noto quali siano i problemi della giustizia in Italia: in primo luogo la durata dei processi, tale da far spesso cadere molti reati in prescrizione, e anche quando si concludono in tempo, frequentemente la sentenza cambia durante i vari gradi di giudizio. Di tali reati poi, la maggior parte si risolve nel pagamento di una multa o un indennizzo, spesso insufficiente e tardivo: in tal modo si attiva una forma mentis del tutto particolare, in base alla quale il pensiero ricorrente diventa “se pago posso tranquillamente inquinare”, con buona pace per la coscienza.

Eppure, ed è questo il vero senso del libro, non tutto è fermo: lunghi anni di lavoro e rischio non spaventano tanti avvocati e associazioni che lottano in prima persona, e spesso senza retribuzione, per cambiare le cose; questi casi dovrebbero sempre essere tenuti a mente, come va tenuto conto che la loro voce è sempre più forte, e che la speranza di cambiare il mondo è ogni giorno più forte.

Stefania Divertito, Toghe verdi. Storie di avvocati e battaglie civili, Edizioni Ambiente, 2011, pagg. 176, € 14,00

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