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Tira una brutta aria per il pianeta: dalla Maremma un allarme globale

Il territorio italiano è sempre più vulnerabile di fronte alla ribellione che la Natura pone di fronte ai cambiamenti antropici. Diverse Oasi WWF della Maremma toscana si sono in questi giorni sacrificate svolgendo il loro naturale quanto provvidenziale ruolo di cuscinetto contro straripamenti, dissesti e frane: grazie alla propria vegetazione hanno assorbito l’acqua (piovana e dei corsi d’acqua) che invece il resto del territoribbo – sempre più cementificato e reso impermeabile da case, infrastrutture e asfalto – ormai non riesce e non può più incamerare.

È ormai dimostrato che l’aumento di questi fenomeni catastrofici è diretta conseguenza di un repentino e costante surriscaldamento globale: le Oasi WWF, e la Natura in genere, sono un baluardo contro il dissesto idrogeologico aggravato dai cambiamenti climatici che, con l’aumento dei fenomeni meteorici estremi (uragani, tzunami, siccità ecc.), rendono più precario e fragile l’equilibrio e la salute del Pianeta e dei suoi abitanti.

L’adattamento ai cambiamenti climatici implica dunque un ripensamento della gestione del territorio basato prioritariamente sul mantenimento della vitalità dei sistemi naturali. In particolare, il WWF chiede che l’Italia applichi correttamente due direttive europee fondamentali per riaffermare un governo adeguato del territorio e delle acque: la direttiva quadro Acque (2000/60/CE) e la direttiva rischio alluvionale (2007/60/CE) e che siano istituite le Autorità di distretto. Solo sistemi naturali in condizioni di salute e vitalità possono aiutare i processi di adattamento ai mutamenti climatici e costituire la base fondamentale per il ben-essere dei sistemi umani.

Il sacrficio dell’Oasi di Burano, 12 novembre 2012:

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