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Ti amo birra

“Sudore divino, color oro zecchino, nell’esofago scendi e il cuor mi riaccendi… Bionda, rossa oppure nera sei sempre tu a movimentare la sera…”

September fest, Cassano delle Murge (BA)

Sono brani tratti dall’”Ode alla birra”, di autore sconosciuto.  La birra, una delle più diffuse e più antiche bevande alcoliche del mondo e delizia del barese è, in questi giorni, al centro dell’attenzione non per le sue decantate caratteristiche di bevanda-alimento conosciute al palato di appassionati di tutto il mondo dalla Mesopotamia in poi. In Egitto, in Palestina, in Macedonia, oltre che nei paesi dell’Europa del Nord, la birra era associata a riti religiosi, si beveva durante i funerali in onore delle virtù del defunto e offerta in sacrificio a divinità: Ishtar in Assiria, Thot in Egitto, Gambrinus nelle regioni del Nord. Intorno agli anni Mille, poi, monaci cristiani perfezionarono le tecniche di fabbricazione nelle cantine dei monasteri; soprattutto in Francia e in Germania dove, nei secoli successivi, i criteri di fabbricazione, di conservazione e di commercio della birra furono uniformati da interventi legislativi.

Oggi, numerosi centri di ricerca stanno studiando la possibilità di generare, dagli scarti della sua produzione, combustibili a basso costo e a basso impatto ambientale.

La cronaca di questi giorni riporta che l’Università di Cadice in Spagna ha brevettato un sistema per recuperare la bagassa.  Questo sottoprodotto derivato dalla fabbricazione della birra fino a oggi non aveva alcun valore commerciale ed era usato principalmente come mangime per bovini e ovini. Lo studio dei ricercatori andalusi ha ricevuto subito l’approvazione anche delle industrie birrarie che hanno trovato l’alternativa al costoso smaltimento della bagassa.

Una soluzione a basso costo e del tutto ecologica è già stata trovata dall’Università del Maryland, in collaborazione con il laboratorio della Zymetis, nel 2008. I ricercatori della Zymetis hanno scoperto come produrre in laboratorio un enzima che permette la conversione di materiale vegetale, che non ha alcun valore alimentare come i prodotti di scarto dell’agricoltura, in zucchero, che a sua volta può essere convertito in biofuel.

Il prezzo dei carburanti è in continuo aumento

Il merito della ricerca spagnola va a José Manuel Igartuburu e Carlos López Fernández, secondo i quali gli impianti di trasformazione della bagassa, saranno realizzati accanto ai birrifici per eliminare anche il problema del trasporto; lì saranno lavorati due diversi prodotti, un olio derivato dalla bagassa e una sostanza composta principalmente da zuccheri, che potrà essere utilizzata per diversi scopi, tra cui la produzione di altra birra.

Con quello che costano oggi gasolio e benzina, “Ti amo, birra, e questo è tutto, e te lo dico con il cuore, anzi con un…”.

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