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Terremoto in Molise. Allerta dei geologi

Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2.della scala Richter è stata registrata oggi in provincia di L’Aquila, in Abruzzo. Il terremoto è stato avvertito dai sismografi dell’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia, INGV, intorno alle ore 15.30 di oggi, domenica 17 gennaio 2016. Una scossa più forte, registrata in serata alle 19.55, di magnitudo 4,3 con epicentro a Baranello, a una profondità di circa 10mila metri, ha fatto scendere in strada gli abitanti di Campobasso, in Molise, nonostante il tempo da neve.

«Il nuovo approccio che gli eventi dell’Aquila hanno prodotto – ha dichiarato Domenico Angelone, Consigliere Nazionale dei Geologi e già presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise inducono a considerare l’attività di sciame sismico come una normale attività di rilascio graduale dell’energia, che però non esclude il verificarsi di eventi di maggiore intensità e/o durata, non necessariamente nelle stesse aree epicentrali fino a ora interessate, ma in un intorno coincidente con il distretto sismico di riferimento (Baranello-Vinchiaturo). Considerato che non esistono ad oggi le condizioni per procurare un ingiustificato allarme, si invitano comunque gli amministratori locali a porre in essere tutte le procedure di verifica e protezione degli edifici sensibili», avverte il geologo.

A distanza di quasi quattro anni dal terremoto dell’Emilia, sette anni da quello dell’Aquila e quattordici anni da quello di San Giuliano di Puglia, lo sciame sismico che da alcuni giorni è in atto ha messo in allerta gli esperti.

«Lo spettro della faglia del Matese, il grande mostro storicamente capace di rilasciare energia per magnitudo anche superiori a 7 – ha spiegato Angelone -, spinge il mondo scientifico a studiare la serie sismica in corso da giorni, con estrema attenzione e cautela.

Come sempre accade nel nostro Paese, nel buio della perduta memoria si accendono i riflettori su un evento che, sebbene di poca rilevanza dal punto di vista energetico (M = 4.1), costituisce grande preoccupazione ed angoscia in quelle popolazioni – ha concluso il presidente dell’Ordine dei Geologi del Molise –  che ancora continuano a vivere il terremoto di quattordici anni fa nel proprio animo. La devastazione fisica degli edifici e la perdita di vite umane sono evidenze che sovrastano per ovvii motivi quello che lascia davvero un evento calamitoso. Ricordo ancora che in Molise il 70 % delle scuole è a rischio sismico e ugualmente gli altri edifici pubblici».

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