Terremoto Etna, crolli e danni: “Italia vulnerabile a tutti i georischi”

Terremoto Etna: crolli, danni, feriti e tanta paura in provincia di Catania. Il vulcano torna a fare paura e i geologi rinnovano l’allarme.

Alla vigilia di Natale aveva lanciato i primi segnali. Dalle 8:50 del 24 dicembre, un intenso sciame sismico aveva interessato il vulcano Etna. Oltre 130 scosse sismiche nelle prime tre ore – rilevazioni Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) -, le maggiori delle quali di magnitudo 4.0 e 3.9. È stato nella notte tra Natale e Santo Stefano che l’Etna è tornato a scuotere la terra e fare davvero paura. In piena notte. Alle ore 3:19. Un terremoto con sisma di magnitudo 4.8, a una profondità di solo un chilometro, con epicentro tra Viagrande e Trecastagni, in provincia di Catania

Terremoto Etna: le zone

Crolli, danni, gente in strada, feriti e tanta paura. E, fortunatamente, nessuna vittima, per la scossa più intensa da quando il vulcano ha ripreso la sua attività eruttiva. In particolare, i paesi più colpiti sono Zafferana Etnea, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Santa Venerina.

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Terremoto Etna: lo sciame sismico

La scossa era stata preceduta da uno sciame sismico iniziato verso mezzanotte. Ed è una situazione che, secondo il direttore dell’Ingv di Catania, Eugenio Privitera, “non lascia tranquilli” e riporta “all’ottobre del 1984, con un sisma che provocò un morto a Zafferana Etnea. Ed è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa”. Escluso, però, il collegamento con la recente attività dello Stromboli, “perché appartengono a due contesti geodinamici diversi”.

Terremoto Etna: i geologi

Terremoto Etna, i dati Ingv

Il terremoto che ha colpito la provincia di Catania ha riportato alla cronaca anche allarmi e pericoli del territorio. “L’Italia – ha commentato Francesco Peduto, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – si conferma ancora una volta un territorio particolarmente vulnerabile a tutti i georischi, in questo caso con un combinato del rischio sismico e vulcanico, evidenziando ancora una volta che non bisogna abbassare la guardia e perseguire una necessaria prevenzione anche attraverso pianificazioni a lungo termine”. E proprio per questo, “con spirito di servizio il Consiglio Nazionale dei Geologi è pronto a mettersi a disposizione e a dare supporto al Dipartimento Nazionale di Protezione civile, per quanto di competenza, per tutto ciò che riguarda la verifica dell’agibilità del territorio e del costruito”.

Terremoto Etna: le istituzioni

Il sisma ha ovviamente coinvolto anche le istituzioni. Con un post sui social network, il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ha annunciato che si recherà a breve “nel Catanese per incontrare i cittadini e le autorità locali”, mentre Matteo Salvini (criticato per un discutibile selfie a poche ore dalla scossa) ha ringraziato in un tweet “gli oltre 100 pompieri che stanno lavorando da stanotte”.

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