Terremoti ed eventi estremi, nasce il sistema di monitoraggio

Opere provvisionali per la messa in sicurezza temporanea degli edifici a seguito dei danni indotti dalla sequenza sismica del Centro Italia del 2016-2017

Il progetto europeo ARCH 2020, che vede coinvolta ENEA nella parte italiana, ha monitorato 4 centri storici: Camerino, Bratislava, Amburgo e Valencia

 

Nasce un nuovo sistema di controllo che permette di monitorate gli eventi estremi nei centri storici.

Istallazione di un accelerometro a basso costo e alte prestazioni all’interno di Palazzo Ducale di Camerino al fine di monitorare la risposta dell’edificio a eventuali sollecitazioni indotte dal sisma

Si tratta di sensori innovativi per il monitoraggio del cambiamento climatico e degli eventi estremi, reti sismiche per registrare in tempo reale terremoti anche di bassa magnitudo e cruscotti informativi digitali per informare cittadini e PA e rafforzare la resilienza delle città. Sono alcuni dei risultati del progetto ARCH 2020, finanziato dal Programma Horizon 2020, coordinato dal Fraunhofer Institute e realizzato, per la parte italiana, da ENEA, INGV, Comune e Università di Camerino. Il progetto ha co-creato e testato questi risultati su quattro casi pilota: Camerino (Macerata), il cui centro storico è stato gravemente lesionato dal sisma dell’Italia centrale del 30 ottobre 2016, Bratislava (Slovacchia), Amburgo (Germania) e Valencia (Spagna) le cui aree storiche sono minacciate dai cambiamenti climatici e dagli eventi estremi ad essi correlati.


Diffrattometro a Raggi X per polveri, presente presso il Laboratorio Materiali e Processi Chimico-Fisici del CR Casaccia di ENEA (referente Daniele Mirabile Gattia), utilizzato per la caratterizzazione microstrutturale delle malte prelevate negli edifici storici di Camerino

Nell’ambito del progetto sono stati acquisiti dati da sensori di ultima generazione, da analisi effettuate in situ e in laboratorio, da sondaggi somministrati alla popolazione e alle Pubbliche Amministrazioni. I dati raccolti sono quindi stati trasformati in informazioni e conoscenze utili, facilmente fruibili attraverso cruscotti digitali a supporto delle decisioni delle Pubbliche Amministrazioni.

Pratici e di facile utilizzo, i cruscotti digitali forniscono in tempo reale l’andamento di dati e indicatori chiave di prestazione, come ad esempio, la pericolosità del territorio, la vulnerabilità del costruito, i valori tangibili e intangibili di beni monumentali e opere d’arte delle aree storiche, consentendo di passare dal monitoraggio all’azione con decisioni informate e consapevoli su strategie di prevenzione e mitigazione, gestione dei rischi e delle emergenze e sulla ricostruzione post disastro resiliente.

Sopralluogo congiunto di un team ENEA e UNICAM per concordare istallazione sensori e come meglio processare i dati dei sensori istallatati da UNICAM, INGV e ENEA e come sintetizzare in informazioni e KPIs (Key performnce Indicators) deducibili dai dati

Come una vera e propria guida per combinare management del rischio da eventi estremi e adattamento al cambiamento climatico, i risultati di ARCH sono anche stati acquisiti dal Comitato Europeo di Standardizzazione (CEN) e resi disponibili per il download tramite la pubblicazione del CEN Workshop Agreement (CWA) “17727:2022 City Resilience Development – Guide to combine disaster risk management and climate change adaptation – Historic areas[4]”. “Sulla base dell’accordo, a tre anni dalla pubblicazione, il CWA potrà essere trasformato in proposta di norma europea da sottoporre al CEN e anche in Italia si sta lavorando verso l’adozione del documento come UNI CWA 17727:2022”, afferma Giacomo Riccio dell’Ente Italiano di Normazione (UNI).

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