Terre e rocce da scavo: da rifiuti, a sottoprodotti

Si sono conclusi gli Incontri di primavera organizzati da SIGEA Puglia, la società dei geologi ambientali. Gli eventi in calendario hanno ripercorso le attività dei geologi, a 50 anni dalla legge che ne ha regolamentato il lavoro.

L’ultimo Incontro si è svolto a Bari, in Villa Frammarino. Il tema è stato Terre e rocce da scavo: una questione di stretta attualità, affrontato dal governo in un capitolo nel Decreto fare. Il provvedimento semplificherà l’utilizzo delle rocce da scavo, definendo i caratteri qualitativi che tali materiali devono soddisfare per essere considerati sottoprodotti e non rifiuti.

Durante il dibattito si sono confrontati tecnici, funzionari delle amministrazioni locali e cultori della materia. La geologa Linda Collina ha illustrato il decreto ministeriale 161/2012, soffermandosi sul Piano di utilizzo, elaborato progettuale di grande importanza tecnica per l’utilizzo delle rocce da scavo. Angela Barbanente, assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia, ha sottolineato come sia importante tutelare il paesaggio naturalistico ed urbano, puntando alla riduzione dei rifiuti. L’assessore alla Tutela dell’ambiente della Provincia di Bari Giovanni Barchetti ha manifestato la necessità di  stimolare progetti che promuovono la gestione di materiali e rifiuti a chilometro zero.

Laura Bretti, ingegnere dello Studio Associato IDRA, ha sottolineato gli aspetti applicativi del decreto ministeriale su terre e rocce da scavo, mettendo a confronto i diversi impianti normativi regionali. Francesco Busseti dell’ARPA Puglia si è soffermato sulle criticità applicative nella la gestione delle terre e rocce da scavo provenienti da grandi e piccoli cantieri; Marcello Panarese, ARPA Toscana, ha dato spunti al dibattito circa le metodologie di campionamento delle terre e rocce da scavo.

Per Dario Mallardi, presidente Giovani Ance Bari e Bat, il procedimento ora in vigore per il riutilizzo dei materiali da scavo risulta complesso dal punto di vista tecnico ed amministrativo ed economicamente sostenibile solo quando si gestiscano grandi quantitativi di materiali. Attualmente, infatti, è ancora poco rappresentativa la casistica di pratiche di riutilizzo per le piccole opere, come è emerso dalla testimonianza di Vincenzo Campanaro della Ripartizione Tutela Ambiente del Comune di Bari.

Articoli correlati