Sono passati due anni dalla chiusura dello stabilimento FIAT di Termini Imerese (nella foto aerea), che ha comportato la perdita di lavoro per oltre 2mila persone. Adesso si pone il problema di come reindustrializzare quell’area per risollevarne l’economia. Diversi imprenditori, anche stranieri, hanno presentato progetti industriali che per motivi diversi non sono andati a buon fine.
Il prossimo 26 giugno, la Regione Sicilia esaminerà la proposta di un’azienda di pellet, che vuole attingere materie prime dai boschi privi di manutenzione. A discutere tali proposte, il viceministro allo Sviluppo economico assieme al presidente della Regione Crocetta ed all’assessore della Regione Sicilia alle Attività produttive.
La notizia preoccupa molto i soci di Italia Nostra, impegnati nella difesa dell’ambiente e del territorio italiano. Il bosco è il contesto dove la biodiversità si manifesta in tutta la sua potenza, specialmente in Sicilia dove i boschi presentano peculiarità proprie e specialissime nelle diverse aree geografiche. I boschi lasciati a sé stessi hanno un alto tasso di naturalità e di biodiversità in quanto non disturbati dall’intervento antropico. Piante e animali, in competizione o in simbiosi tra loro, possono essere osservati in condizioni biologicamente ottimali.
La nuova strategia forestale europea riconosce il valore delle foreste. Obiettivo, entro il 2020, è quello di assicurare una gestione rispettosa dei principi di sostenibilità ambientale. La non manutenzione delle foreste termitane non può essere il lasciapassare per le motoseghe che, in men che non si dica, decimerebbero cime e pendii ora verdissimi. Lo sfruttamento di queste foreste lascerà spazio a terre brulle e desolate, soggette al dilavamento delle acque meteoriche e a franamenti in caso di piogge intense.


