Tempesta Vaia, la natura si prende la rivincita

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La piantumazione degli alberi a Predazzo (foto Matteo de Stefano)

 Piantumati 3mila nuovi alberi a Predazzo per ripristinare il patrimonio forestale danneggiato dalla tempesta Vaia. E.ON a sostegno delle iniziative per un futuro sostenibile: da Oceanthon a Energy4Blue, la lotta contro le plastiche

Tremila nuovi alberi di larice bianco, abete bianco e abete rosso segnano la rinascita di una delle località più suggestive della Val di Fiemme segnate due anni fa dalla terribile tempesta Vaia, che ha colpito, nell’ottobre del 2018 quel territorio con una intensità tale da causare la distruzione di centinaia di migliaia di alberi.

E’ questo il senso dell’intervento di forestazione che vede protagonista il Comune di Predazzo (TN), insieme ad AzzeroCO2 e Legambiente, promotrici della campagna “Mosaico verde” e con il sostegno di E.ON che dal 2011 anni porta avanti il progetto di riforestazione “Boschi E.ON” . L’intervento ha riguardato un’area localizzata nel tratto che collega il centro della città con la frazione di Bellamonte. È stata necessaria una prima fase di pulizia dell’area e un’attività di sgombero dei tronchi abbattuti dalla tempesta, quindi si è potuto procedere all’impianto di nuovi alberi. Le specie arboree piantumate sono state scelte per consolidare la struttura superficiale del terreno aumentandone la resistenza all’erosione e al rischio di dissesto idrogeologico.

Le iniziative per un mondo più sostenibile

Mosaico Verde, ideata e promossa da AzzeroCO2 e Legambiente, è nata per facilitare l’incontro tra le necessità degli enti locali di recuperare aree verdi e la volontà delle aziende di investire risorse nella creazione o tutela di boschi permanenti, come misura di Responsabilità Sociale d’Impresa per e contribuire ad arginare la crisi climatica. Naturale, quindi, la partnership con “Boschi E.ON”. Quest’ultima iniziativa – uno dei più rilevanti progetti di forestazione mai portati avanti da un’impresa privata – ha finora coinvolto oltre 100mila clienti; più di 100mila gli alberi messi a dimora in tutta Italia con la creazione di 34 aree boschive in 8 Regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto, Lazio, Umbria e Puglia) che contribuiscono, nella loro vita utile, all’assorbimento di circa 74mila tonnellate di CO2, pari alle emissioni di anidride carbonica prodotte dai consumi energetici di oltre 72mila famiglie.

L’ economia circolare per salvare le acque

La ricerca di soluzioni innovative per la salvaguardia dell’ambiente ha spesso visto E.ON tra i protagonisti di questo processo virtuoso. L’ultimo in ordine di tempo è la partecipazione al team di esperti che ha selezionato il progetto vincitore di Oceanthon, il primo Hackathon italiano per la salvaguardia dell’oceano.

Nato dalla collaborazione della Commissione Oceanografica Intergovernativa (IOC-UNESCO) dell’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, la Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici con il supporto di Hack for Italy, Oceanthon si è rivolto ai giovani di tutta Italia davvero intenzionati a sostenere il cambiamento. Per la cronaca si è aggiudicato il premio di 5mila euro il team Blue Eco Line con River Cleaner, un impianto finalizzato all’intercettazione e alla raccolta dei rifiuti flottanti dai fiumi, con un focus particolare sulle macro-plastiche. River Cleaner è un sistema ecosostenibile, energicamente autosufficiente ed integrabile nel contesto urbano. Grazie ad un elevato livello di automazione, permette di ridurre significativamente i costi di gestione per l’ente utilizzatore rispetto alle attuali alternative di mercato. Il sistema fornisce una soluzione efficace per trasportare i rifiuti a livello stradale, in modo che essi possano poi essere smaltiti e riciclati utilizzando i mezzi già a disposizione delle aziende locali di gestione dei rifiuti.

Un team E.ON di esperti in varie discipline lavorerà fianco a fianco con il team vincitore nella realizzazione dell’idea fino alla sua immissione sul mercato sostenendo lo sviluppo del progetto mettendo a loro disposizione expertise ed esperienze. L’obiettivo è realizzare 20 impianti full-scale nel giro dei prossimi 4 anni, in modo da poter avere un impatto significativo ed immediato sul fenomeno.

Energy4Blue, fauna marina difesa dalla plastica in mare

Ed è legato al mare un’altra iniziativa green portata avanti da E.ON. Si tratta di Energy4blue, un progetto di tutela dei cetacei e delle tartarughe marine che popolano il mare delle isole Eolie in Sicilia. A guidare le operazioni di monitoraggio è l’associazione Filicudi Wildlife Conservation, che per tutta l’estate ha monitorato

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I volontari dell’associazione FIlicudi Wildlife Conservation in azione nel mare delle Eolie (foto E.ON)

cetacei come il tursiope, la stenella striata, il capodoglio e la tartaruga marina comune Caretta caretta con lo scopo di tutelare queste specie nell’area Eoliana, oltre che in attività di monitoraggio del marine litter e di raccolta dei rifiuti dispersi in mare. Da maggio a settembre sono stati recuperati ben 130 Kg di plastica dalle acque delle Eolie, perlopiù bottiglie in PET (20 %), bidoni e taniche di benzina (30%) – utilizzati come galleggianti negli attrezzi da pesca, sacchi in polipropilene polietilene (25%) e palloncini in Mylar o comuni palloncini elio (15%). In mare sono stati anche recuperati rifiuti in polistirolo (5%) e indumenti (5%).

Gli attrezzi da pesca e la plastica, in quanto oggetti immobili, sono spesso substrato per la crescita di piccoli crostacei che le tartarughe, molto ghiotte di questi animaletti, ingeriscono assieme a tutto il substrato a cui sono attaccati. Per questo ami, plastica, cime, cotton fioc e tappi spesso rimangono incastrati nel tratto digerente dell’animale provocando occlusioni o emorragie interne.

Esiste poi il problema delle meso- e microplastiche che si inseriscono nella catena trofica e si accumulano nei tessuti di tutti gli organismi, inclusi gli esseri umani, rilasciando sostanze potenzialmente tossiche per la salute. A tal proposito l’Associazione Filicudi Wildlife Conservation ha condotto uno studio rivolto alla ricerca di ftalati e metalli pesanti in funzione della dieta, utilizzando le tartarughe come organismo sentinella, poiché si tratta di animali onnivori, per valutare il potenziale effetto che queste sostanze possono avere sull’essere umano.

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