L’apertura di un tavolo di confronto con le parti interessate, amministratori e popolazioni locali, che approfondisca le reali opportunità dell’opera, la praticabilità, i costi e le eventuali alternative all’infrastrutturali: è la richiesta avanzata attraverso un documento, il cui primo firmatario è don Luigi Ciotti e sottoscritto anche dal sindaco di Bari Michele Emiliano. Con l’appello ci s’intende rivolgere al Governo nazionale affinchè riveda la propria posizione sulla realizzazione del Treno Alta Velocità (TAV) Torino-Lione, in Val di Susa.
“La decisione di costruire la linea ad alta capacità – si legge nella nota – è stata presa oltre vent’anni fa. In questo periodo tutto è cambiato: sul piano delle conoscenze dei danni ambientali, nella situazione economica, nelle politiche dei trasporti, nelle prospettive dello sviluppo. L’Unione europea ha riaperto la questione dei fondi, dei progetti e delle priorità rispetto alle Reti transeuropee ed è impegnata in un processo legislativo che finirà solo fra un anno e mezzo. Lo stesso Accordo intergovernativo fra la Francia e l’Italia sarà ratificato solo quando sarà conosciuto l’intervento finanziario della UE, fra parecchi mesi”.
Di qui la richiesta di aprire un tavolo di confronto reale su opportunità, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative che non provocherebbe alcun ritardo né alcuna marcia indietro pregiudiziale.


