Tassonomia UE, niente da fare per gas e nucleare

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La Commissione Europea ha rigettato l'inserimento di gas e nucleare tra gli investimenti verdi

La Commissione congiunta Economia e Ambiente al Parlamento Europeo a grande maggioranza respinge l’inserimento di gas ed energia nucleare nella tassonomia: “primo passo per evitare un grande errore”, dice il WWF. Evi (Verdi): “Respinto il tentativo di greenwashing”

 

Questa mattina gli europarlamentari delle Commissioni per l’Ambiente e gli Affari Economici hanno respinto la classificazione del gas fossile e dell’energia nucleare come sostenibili dal punto di vista ambientale nell’ambito della tassonomia dell’UE, la guida agli investimenti “verdi” dell’Unione Europea. Con un’ampia maggioranza, gli europarlamentari hanno compiuto un primo passo cruciale, scegliendo di non inserire il gas fossile e l’energia nucleare nella lista che avrebbe dato un’etichetta “verde” a queste fonti, nonostante il loro impatto su clima e ambiente.

WWF: “Rinnovabili garanzia di libertà”

“Ci congratuliamo con gli eurodeputati ECON ed ENVI per aver scelto la strada giusta per proteggere la credibilità della tassonomia dell’UE. Non c’è nulla di sostenibile nei combustibili fossili e nelle scorie nucleari e molti investitori e banche non vogliono che siano etichettati come verdi “, afferma Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del WWF Italia, che continua: “La guerra in Ucraina mostra che l’UE non potrà essere completamente indipendente finché non controllerà la propria energia. Mentre il gas importato crea dipendenza, le rinnovabili sono la nostra energia di “libertà” e quindi la chiave per la sicurezza energetica. L’etichettatura del gas come investimento sostenibile porterebbe l’Europa a utilizzare ancora più gas, il che significa continuare la dipendenza e bollette più elevate per i cittadini europei”.

Evi: “Cittadini danneggiati se le scelte sono ambigue”

L’eurodeputata Eleonora Evi

A quella del WWF si unisce la voce dell’ eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde. “Classificare il gas fossile e l’energia nucleare come investimenti sostenibili sembrerebbe una barzelletta, se non fosse invece l’insensata e infida intenzione della Commissione europea che in questo modo sconfessa platealmente il Green Deal europeo e i percorsi già intrapresi per avviare la transizione ecologica. L’etichetta di sostenibilità per investimenti in gas e nucleare rischia di dirottare miliardi di euro da rinnovabili ed efficienza energetica verso fonti di energia inquinanti, costose e pericolose, non solo mettendo a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma rendendoci ancora più sottomessi alla dipendenza da importazioni da paesi come la Russia, che infatti potrebbe guadagnare fino a 4 miliardi di euro in più all’anno grazie all’estensione della tassonomia. È sotto gli occhi di tutti come gas e uranio siano ormai diventati per l’Europa causa di insicurezza energetica e geopolitica – prosegue Evi -. Chi invece non beneficerebbe affatto da questa inclusione sono i cittadini, le imprese e la finanza europee, che pagherebbero il prezzo di una maggiore ambiguità ed incertezza normativa. La tassonomia è stata concepita con l’obiettivo di chiarire quali investimenti debbano considerarsi sostenibili dal punto di vista ambientale, a tutela dell’interesse di tutti i cittadini ad essere informati correttamente sulle proprie scelte di investimento. Ecco perché noi Verdi continueremo la nostra battaglia contro questa ignobile operazione di greenwashing”.

 Resa dei conti a luglio

La votazione finale è prevista per la sessione plenaria del Parlamento europeo nella prima settimana di luglio.

Ora la plenaria di luglio dovrà seguire il parere delle due commissioni competenti e respingere quello che altrimenti sarebbe un errore enorme e costoso per clima e ambiente: investire miliardi in progetti sporchi, in nuovi impianti di gas o centrali nucleari invece di finanziare la transizione verso le energie rinnovabili di cui abbiamo bisogno”, concludono Midulla ed Evi.

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