Tasse sui seni, tasse sull’ombra

Tassa sull'ombra per gli ombrelloni su suolo pubblico?

In Italia la tassa sull’occupazione di suolo pubblico prevede, a discrezione dei Comuni, un prelievo fiscale per ogni metro quadrato di ombra causata da manufatti privati proiettata su strade, marciapiedi, gradini e vie di proprietà comunale. Dalle tende da sole di negozi ad impalcature provvisorie di imprese edili, insegne pubblicitarie, cartelloni promozionali e altre tipologie di impianti, tutto è tassabile. Ma questa non è l’unica stranezza a proposito di tasse…

 

di Alessandro Giraudo *

Nel 1745 il governo Whig di Henry Pelham istituì un nuovo tributo che colpiva chi possedeva lampadari, opere d’arte e doppi vetri alle finestre. I maestri vetrai spostarono la produzione in Irlanda che, benchè facesse parte dell’Inghilterra, godeva di un regime fiscale molto più favorevole sul vetro. Ma quello stesso regime fiscale influì sull’andamento della produzione, che reagì e si concentrò sulla fabbricazione di oggetti molto sottili e leggeri. Le famiglie povere rinunciarono ai vetri delle finestre e le case divennero estremamente insalubri. Cento anni dopo, nel 1845, la rivista medica The Lancet scriveva: «Da un punto di vista igienico, la pesantissima tassa sul vetro (3% sul suo valore) è tra le più crudeli che un governo possa imporre a una nazione. L’assenza di luce nelle abitazioni urbane è universalmente riconosciuta come causa principale delle condizioni malsane di una città».

Una tassa sui mattoni per finanziare la guerra

Nel 1783 Londra era impegnata nella rivolta coloniale americana. Il deficit di bilancio e il pesante debito pubblico spinsero il nuovo primo ministro, William Pitt il Giovane, a introdurre una tassa sul mattone: 4 scellini per 1000 mattoni. Le fornaci reagirono immediatamente producendoli più grandi, ma la contromossa del governo fu di imporre una dimensione massima: 150 pollici cubi (2458 centimetri cubi). Nel corso delle guerre con la Francia la tassa venne aumentata tre volte: nel 1794, nel 1797 e nel 1805, quando raggiunse i 5 scellini e 10 pence per 1000 mattoni, in molte regioni il legno sostituì il laterizio nella costruzione di nuove case.

Nel 1784 il governo inglese inventò una tassa sui cappelli, costringendo i cappellai a escogitare parole alternative per descrivere le loro produzioni, ma la guerra semantica non finì bene, poichè nel 1804 Londra decise di applicare la tassa a tutti i copricapi indossati da uomini e donne per protezione o eleganza. Nel 1811 la tassa fu abolita.

Come ti tasso le parrucche

Alla costante ricerca di nuovi fondi, nel 1795 il Parlamento inglese voto? una tassa di una ghinea l’anno sulle polveri profumate da applicare alle parrucche, ma molti tra nobili e ricchi, ne erano esentati (nella foto, il dipinto di William Hogarth, “The Bench”, 1758)

Alla costante ricerca di nuovi fondi, nel 1795 il Parlamento inglese votò una tassa di una ghinea l’anno sulle polveri profumate da applicare alle parrucche. Queste polveri inizialmente erano di farina di riso; però questo prodotto vegetale favoriva lo sviluppo di insetti e fu rimpiazzata dal talco che si chiamava il talco di Venezia perché era commerciato dalla città lagunare, ma di fatto proveniva dalle miniere di talco delle valli piemontesi. L’elenco delle persone esentate era molto lungo e comprendeva la famiglia reale e i suoi servitori, i militari e i sottufficiali dell’esercito e gli ecclesiastici con un reddito annuo inferiore alle 100 sterline. Le persone che potevano permettersi di indossare una parrucca non erano troppo sensibili al denaro: anche se sollevò qualche protesta e numerose vignette umoristiche, la tassa venne accettata. Di fatto, tale imposta lentamente cambiò il canone della moda: se nel 1812 le persone che la pagavano erano 46.684, nel 1855 scesero a 997. L’imposta fu abolita nel 1869.

Dal 1789 in Inghilterra vennero tassate anche le candele; i cittadini non le potevano fabbricare a meno di non possedere una licenza. L’abolizione della norma, nel 1831, determinò un forte aumento del consumo di candele in tutte le case britanniche.

Seno scoperto? Niente tasse. Sei vedova e ti risposi? C’è una tassa anche per te

Un’altra tassa che gli Inglesi abolirono fu quella che dovevano tutte le donne delle due caste inferiori della regione del Kerala (India sud-occidentale). Queste, dall’epoca della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, dovevano uscire di casa con i seni scoperti; ma, se volevano coprirli, erano obbligate a pagare un tassa speciale che fu abolita solo nel 1859 dal governo britannico.

Spesso le donne erano vittime della fiscalità. Per esempio, il re Alfonso XI re di Castiglia e di Léon (prima metà del XIV secolo) impose una tassa sulle vedove che si rimaritavano entro i 12 mesi dal decesso del marito. Però, se per caso si fosse scoperto che il primo marito era ancora vivo (e le notizie che arrivavano dalla Terrasanta giungevano con molto ritardo e non erano mai certe), le neo-spose rischiavano di essere vendute come serve insieme al nuovo coniuge. Questa tassa sul nuovo matrimonio non colpiva gli uomini.

Il matrimonio è sempre stato un buon cespite; per esempio, Mussolini introdusse una tassa sugli uomini celibi che avevano più di trent’ anni con un doppio obiettivo: favorire la natalità ed incrementare le entrate del bilancio dello stato.

(foto Dipartimento Finanze – MEF)

Spesso le tasse erano anche applicate su una popolazione specifica. È il caso della fiscalità mussulmana che colpiva gli infedeli non convertiti all’islam, ma anche il Canada applicò una tassa speciale sui cinesi nel 1885; visto l’ingresso nel Paese di un gran numero di cinesi impegnati nella costruzione della rete ferroviaria, di canali e dighe, il Canada introdusse la Chinese Head Tax, che rimase in vigore fino al 1923, riducendo i numeri dell’immigrazione nel Paese.

A quando la tassa sull’arcobaleno?

In Italia esiste la tassa sull’ombra, e non è esattamente una novità. Da qualche anno viene applicata a discrezione dei Comuni come tributo per l’occupazione del suolo pubblico. Si parla dell’ombra causata da manufatti privati proiettata su strade, marciapiedi, gradini e vie di proprietà comunale. I Comuni possono applicare un prelievo fiscale per ogni metro quadrato di ombra generata da varie strutture: dalle tende da sole di negozi ad impalcature provvisorie di imprese edili, insegne pubblicitarie, cartelloni promozionali e altre tipologie di impianti. Allora, a quando una tassa sull’arcobaleno?

Solo la morte e le tasse sono eterne, recita un vecchio proverbio francese…Ma anche esiste anche una tassa sul …respiro! È applicata all’ aeroporto internazionale di Maiquetia a Caracas (Venezuela) su tutti i passeggeri che devono sborsare 127 bolivar (circa 20 euro) per compensare il costo del sistema di filtraggio dell’aria installato nel 2014 in aeroporto! Secondo le autorità, il sistema di filtrazione dell’aria sanifica e deodora l’aeroporto e blocca la crescita dei batteri, proteggendo così la salute di tutti i passeggeri…  (2. Fine . Per leggere la prima parte clicca QUI)

  (*) Alessandro Giraudo insegna a Parigi in una Grande Ecole. E’ l’autore di una ventina di libri fra cui Storie Straordinarie delle Materie Prime (1&2) e Quando il ferro era più caro dell’oro, pubblicati da ADD Editore, Torino.

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