Input your search keywords and press Enter.

Tariffe energetiche e rinnovabili

La riforma delle tariffe elettriche per le imprese dei settori manifatturiero, terziario e agricolo si può realizzare attraverso l’opzione B3 considerata meno impattante sugli investimenti per l’ autoproduzione da fonte rinnovabile e l’efficienza energetica. E’ l’esito di un incontro tra l’ Anie Rinnovabili, la prima associazione di Confindustria che raggruppa le imprese di componenti, impianti, servizi e titolari d’impianti per la produzione di energia da fotovoltaico, eolico, biomasse, mini idroelettrico, solare termodinamico e geotermico ed i rappresentanti dell’ Autorità per l’ Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI).

La scala dell'efficienza energetica

La scala dell’efficienza energetica, importante per la bolletta

L’incontro, nel quale è stata esaminata e discussa la riforma delle tariffe elettriche per gli utenti non domestici prevista dal documento di consultazione 255 del 2016, è stato un momento di confronto ed approfondimento costruttivo per entrambe le parti. In una nota è emersa l’opportunità di favorire la “continuità con la struttura tariffaria attualmente vigente con l’ ipotesi che garantisce maggiore stabilità al quadro delle regole e potrebbe favorire la penetrazione delle tecnologie di de-carbonizzazione, generazione elettrica da fonti rinnovabili o da cogenerazione ad alto rendimento o mediante i sistemi di accumulo. Questa possibilità ottimizzerebbe l’impegno di potenza sulla rete elettrica e favorirebbe l’autoconsumo. Tuttavia, l’opzione C è stata considerata accettabile perché permetterebbe di tutelare anche gli investimenti già effettuati in efficienza energetica ed autoconsumo”. Il presidente di ANIE Rinnovabili, Alberto Pinori, ha espresso apprezzamento perché «il documento è ricco d’informazioni qualitative e d’importanti dati per un’analisi puntuale. Si ritiene che un’equilibrata riforma della bolletta elettrica degli utenti non domestici debba contenere anche la parte relativa alla componente a copertura degli sgravi alle aziende energivore».

L’associazione, invece, ritiene che le altre ipotesi (A, B1, B2) non siano assolutamente in linea con lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e dell’autoconsumo.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *