Taranto, sito contaminato. Arrivano gli interventi

Grazie ad un bando ministeriale arrivano i fondi per finanziare i programmi di intervento sui siti contaminati

 

Dopo il dolore e le sofferenze per oltre mezzo secolo, arrivano a Taranto i fondi per attuare programmi di intervento dei siti contaminati.

La Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute ha preso atto di due programmi di intervento nei siti contaminati di interesse nazionale per le bonifiche, finanziandoli con 49.511.000 euro.

La Regione Puglia, con il sito di Taranto, e con la direzione scientifica e operativa di AReSS Puglia, è capofila del primo programma, coordinando un’aggregazione composta da altre 13 regioni (Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), con 24 siti contaminati coinvolti: il programma è destinatario di un finanziamento di € 24.755.500 di cui 2.829.789 dedicati al sito di Taranto, che riceverà ulteriori 1.500.000 euro per la partecipazione anche al secondo programma, coordinato dal Veneto, per un totale di oltre 4,3 milioni di euro.

I finanziamenti saranno impegnati per implementare un modello permanente di sorveglianza ambientale, epidemiologica e sanitaria nei siti contaminati, che migliori le capacità di promuovere la qualità ambientale, la salute delle comunità, in un’ottica di inclusione e contrasto alle diseguaglianze.

Nell’area di Taranto sarà consolidato il programma di sorveglianza attiva sulla salute cardio-vascolare e sulla promozione della salute disegnato e realizzato dal Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto, che rappresenta un punto di riferimento di livello nazionale.

Con la collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata e ARPA Puglia, saranno inoltre condotte indagini per studiare l’esposizione dei cittadini ai contaminanti di origine industriale, nell’ambito di un disegno nazionale che punta a costruire una rete di monitoraggio e ricerca sugli effetti sanitari e sulle strategie di riduzione del rischio.

I due progetti partiranno nel gennaio 2024 e si concluderanno alla fine del 2026.

Certo, questi programmi non saranno la soluzione per Taranto e il palese riconoscimento dei danni provocati dall’inquinamento all’ambiente e alla salute del polo siderurgico, ma sicuramente possono essere considerati un primo passo, tardivo, di ammissione da parte del Governo di quanto è accaduto e quanto sta accadendo. I prossimi passi sono sicuramente riqualificare immediatamente l’ex ILVA, per evitare che continui a produrre veleni, e bonificare tutta la città e le aree limitrofe. Forse solo in questo modo i tanti morti, figli di Taranto, potranno riposare in pace.

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