Taranto, Legambiente: «Governo inadempiente»

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Mancata definizione di una strategia industriale, Piano Ambientale non ancora reso noto, bonifiche e relativi finanziamenti bloccati. Inoltre, il ministero dell’Ambiente non riferisce in Parlamento il contenuto del documento di valutazione dell’impatto sanitario. Con queste tesi, Legambiente denuncia l’abbandono di Taranto da parte delle istituzioni e l’inadempienza del Governo nei confronti del risanamento ambientale.

Si legge nella nota stampa: «Siamo intervenuti immediatamente dopo l’emanazione di quello che – per ora – è l’ultimo decreto salva Ilva, indicando ciò che il Governo avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Occorre rendere immediatamente disponibili i fondi sequestrati dalla Procura di Milano per adeguare gli impianti alle misure indicate dal Piano Ambientale, mantenere ferme le scadenze previste dallo stesso piano e dare pieni poteri ad un Commissario per poterlo realizzare. Diciamo con chiarezza che l’atteggiamento del Governo è irresponsabile».

«Il ministro dell’ambiente e della Tutela del territorio e del mare dovrebbe riferire semestralmente al Parlamento circa l’ottemperanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale. Dovrebbe anche nominare il sub commissario. Cosa aspetta per fare entrambe le cose?».

Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge 231, il Governo avrebbe dovuto adottare una strategia industriale per la filiera produttiva dell’acciaio. Ad oggi, è stato agevolato un prestito ponte all’Ilva da parte delle banche dalla cui effettiva entità, al di là dei 650 milioni di euro richiesti, dipenderà la possibilità di attuare gli interventi previsti dall’A.I.A. . Se si attestasse ai 200 milioni, osservano gli ambientalisti, rimarrebbero briciole.

Dopo le dimissioni per pensionamento del Commissario alle bonifiche Alfio Pini, oltre 80 milioni di euro restano congelati. Il Governo, nonostante gli appelli, non ha ancora nominato il nuovo Commissario: le bonifiche sono bloccate.

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