Taranto, Fiaccolata per le vittime dell’inquinamento: la città grida il suo no

Con la seconda Fiaccolata per le vittime dell’inquinamento ambientale Taranto denuncia anche la gravissima situazione ambientale e sanitaria che ferisce e mortifica il territorio e la salute dei cittadini

Mercoledì 26 febbraio Taranto tutta si ritroverà a sfilare per le vie della città con la seconda Fiaccolata per le vittime dell’inquinamento ambientale. La manifestazione è stata organizzata da una trentina di associazioni e comitati non solo tarantini, tra cui Genitori Tarantini, LiberiAmo Taranto, Peacelink, numerosi ordini professionali e associazioni religiose, realtà vicine della Puglia (come la Casa delle Donne del Mediterraneo-Bari) e della Basilicata, e la solidarietà di altre città a partire da Firenze, dove si svolgerà una manifestazione in contemporanea in piazza della Repubblica.

Alla fiaccolata hanno dato la loro adesione e mandato messaggi di solidarietà tanti artisti e personaggi famosi come Anna Ferruzzo, Massimo Wertmuller, Gabriella Martinelli, Cristiano Cosa, Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, la campionessa di nuoto Benedetta Pilato. Anche i bambini del gruppo musicale “Le tre corde” invitano con un video i cittadini di Taranto e della provincia ad aderire alla manifestazione.

Contro un rischio sanitario inaccettabile

La fiaccolata è alla sua seconda edizione, a un anno esatto dalla Fiaccolata degli angeli cui parteciparono oltre 6mila persone. La fiaccolata del 2019 si svolse a un mese di distanza dalla scomparsa di Giorgio Di Ponzio, il 15enne stroncato da un sarcoma ai tessuti molli e fu dedicata ai bambini morti per malattie correlate all’inquinamento. Quest’anno al ricordo dei cari morti si unisce ancora più forte la denuncia dell’emergenza sanitaria e ambientale. «La VIIAS (Valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario) ha certificato un rischio sanitario non accettabile nel quartiere Tamburi di Taranto –a parlare è il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti – questo studio è come un macigno. Arriva su chi non ha protetto la popolazione. Su chi doveva fare e non ha fatto. Dimostra che ciò che è stato autorizzato per l’Ilva a Taranto era pericoloso: un attentato al Principio di precauzione».

Lo studio SENTIERI del Ministero della Salute fornisce dati terribili: la mortalità infantile è superiore del 21% rispetto alla media regionale; la mortalità infantile dei bambini di Taranto è superiore del 20% nel primo anno di vita; da 0 a 14 anni l’incidenza dei tumori segna un drammatico + 54%

La manifestazione

La seconda edizione della Fiaccolata per le vittime dell’inquinamento si muoverà da Piazza Maria Immacolata alle ore  17,00, attraverserà Via D’Aquino per arrivare in Piazza Garibaldi per il sit in conclusivo. Qui prenderanno la parola alcuni genitori che hanno perso i figli per neoplasie, come Antonella Massaro, madre di Miriam morta a 5 anni, rappresentanti dell’Ordine nazionale dei Biologi e ragazzi pronti a lanciare messaggi di speranza. “Lasceremo che proprio loro, dalla cassa armonica di Piazza Garibaldi, ci parlino dell’amore per questa terra, del loro desiderio, troppo spesso negato, di restare qui per contribuire, anche attraverso il loro impegno, a rendere la provincia tarantina ancora più bella”, spiegano gli organizzatori della fiaccolata.

foto Associazione Genitori Tarantini ETS fiaccolata contro inquinamento ambientale
(foto Associazione Genitori Tarantini ETS)

Parleranno anche Alessandro Marescotti e di Giuseppe Di Bello, tenente della polizia provinciale di Potenza, che nel 2010 denunciò anomalie all’interno dell’invaso lucano del Pertusillo, che fornisce acqua alla Puglia e alla Basilicata.
Durante la manifestazione verrà presentato il video La roulette russa che il regista Giuseppe Giusto ha realizzato per l’occasione. Un video che parte da una immagine estrema – quella della roulette russa – «come estrema è la vicenda di un territorio devastato da un disastro ambientale nel silenzio complice del potere politico», continua Marescotti.

Sarà un corteo silenzioso “ma non vogliamo dimenticare  – spiegano gli organizzatori della fiaccolata – la gravissima situazione ambientale e sanitaria che, a causa di industrie altamente impattanti, da ormai oltre 50 anni ferisce e mortifica il territorio e la salute dei cittadini, impedisce uno sviluppo ecocompatibile, umilia la comunità intera. Resterà sempre alta la protesta verso chi continua a preferire produzioni riconosciute come altamente inquinanti alla salubrità dell’ambiente e alla salute degli individui, unico diritto fondamentale garantito dalla Costituzione italiana”. Gli organizzatori chiedono, per il rispetto che si deve allo spirito dell’evento, di non esibire bandiere o altri oggetti riconducibili a partiti politici e sindacati, ma di partecipare al corteo “portando con sé le foto dei propri cari, così da sentirli vicini anche in questa particolare occasione”.

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