Input your search keywords and press Enter.

TAP, è guerra. La procedura è irregolare

gasdotto tap

È di questi giorni la notizia che è stata sospesa la procedura per la verifica di ottemperanza alle prescrizioni del parere VIA  per la realizzazione del gasdotto che dall’Azerbaijan  dovrebbe arrivare sulle spiagge salentine di San Foca. Che dire, se non che questo era già stato detto e che le irregolarità contestate emergono vistose, ma che purtroppo non ha senso parlare con un sistema che non vuole ascoltare ragioni? Ma andiamo con ordine e facciamo il punto.

Il gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) è la parte europea del  Corridoio Meridionale del Gas che porterà in Italia ed in Europa il gas derivante dallo sfruttamento del grande giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan. Una strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento ne giustifica il progetto, un finanziamento europeo ed internazionale ne garantisce la fattibilità, ma la sua realizzazione non deve causare conflitti con le realtà locali coinvolte. Condizione fondamentale è infatti il  rispetto degli standard internazionali definiti dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) e dalla IFC – International Finance Corporation che, appunto, esigono che la valutazione degli impatti comprenda la componente sociale, pena la non concessione del finanziamento. Ecco perché per la TAP è stato avviato il processo di “Valutazione di Impatto Sociale ed Ambientale”, il cosiddetto ESIA (Environmental and Social Impact Assessment).

Il Ministro dell’Ambiente ha intanto firmato il decreto 223 dell’11 settembre 2014, ritenendo il progetto compatibile dal punto di vista ambientale, ma è incorso in tali e tante contraddizioni da porre in dubbio la legittimità della procedura: ad esempio non ha spiegato perché sono state escluse  alternative progettuali riferite a diversi approdi. Alla base della sospensione della TAP c’è, però, la realizzazione di un micro tunnel (in realtà ha un diametro interno di 3 metri ed è lungo 1485 metri): in merito la Commissione VIA nazionale, in modo equivoco, ha richiesto approfondimenti che confermino la sostenibilità del micro tunnel, come già la Regione Puglia aveva fatto notare. Che l’aspetto sollevato sia molto serio viene richiamato nel decreto del Ministro (al sottopunto b del p.to A3 e al successivo sottopunto c): “qualora dagli studi … si dovesse rilevare l’impossibilità tecnica-ambientale di realizzazione del micro tunnel, qualunque soluzione alternativa dovrà essere sottoposta preventivamente a Verifica di Assoggettabilità a VIA …”.

Il metanodotto fra Melendugno e Mesagne (fonte: Ministero dell’Ambiente)

Il metanodotto fra Melendugno e Mesagne (fonte: Ministero dell’Ambiente)

Quindi nell’adottare il provvedimento ministeriale sono rimaste incertezze tali da determinare in futuro variazioni al progetto. È stata adottata una procedura alquanto atipica, specie in considerazione dell’assurda richiesta di una nuova possibile Verifica di Assoggettabilità a VIA. Si aprirebbe infatti nuovamente la fase di VIA che col decreto emanato sarebbe invece già superata, generando situazioni quanto meno originali e nuove nel panorama tecnico-normativo. Ma allora perché a suo tempo venne chiusa la VIA? Manca una risposta.

Il decreto del Ministero non ha poi spiegato perché mancasse uno studio  sul tratto di gasdotto da realizzare per connetterlo alla rete nazionale. Senza questo non ha senso la TAP e quindi non si comprende come sia stato autorizzato il tratto dalla Grecia fino a Melendugno ignorando un tratto a terra che va dal terminale di ricezione fino all’innesto alla rete nazionale, a circa 60 km, nel comune di Mesagne. Un fatto gravissimo perché per legge non si può “spezzare” un’opera per sottoporla a due distinte procedure: per tale mancanza la VIA era da bloccare.

Ora la procedura TAP risulta sospesa per la verifica di ottemperanza e, sempre sul sito del Ministero, si può notare la presenza della nuova procedura n. 3179 relativa al – Metanodotto “Interconnessione TAP” DN 1400 (56”), DP 75 bar L=55,090 km -.

Il termine per la presentazione delle osservazioni del Pubblico (cioè di chiunque ne abbia interesse) sul progetto scade  il prossimo 24 gennaio, fra pochi giorni, e chissà, potrebbe spuntare un’ipotesi alternativa o la temuta “alternativa zero” che non compare nello Studio di Impatto Ambientale, quella di non fare  il tratto di raccordo e così fare saltare anche la TAP. Ma ci si chiede anche che senso ha questa procedura, se l’esito favorevole non può che essere scontato. Ecco perché si aveva ragione quando si volevano unificare i due procedimenti, quando si evidenziò che il procedimento TAP avviato dal Ministero era illegittimo per violazione palese della legge.

A meno che la legge non sia uguale per tutti: ovvero sia valida in maniera differente per i potenti e per i cittadini. Non siamo per cambiare la legge, ma per cambiare coloro che non rendono applicabili le leggi volute dalla collettività.

Print Friendly, PDF & Email

One Comment

  • Nicola NATALE ha detto:

    Un articolo ben scritto e documentato. Che, al di là delle opinioni, che può sollevare riesce a chiarire bene le tante questioni che la Tap solleva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *