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Arpa Puglia: Festival dello sviluppo sostenibile, bilancio positivo per la Puglia

Il direttore dell’ Arpa Puglia, Vito Bruno, traccia un bilancio del Festival  dello Sviluppo Sostenibile 2018 organizzato in tutta Italia da ASviS

Vito Bruno, avvocato 47 enne, è direttore generale di Arpa Puglia. In precedenza ha ricoperto il ruolo di amministratore unico di Arca Lecce e Sud Salento, l’agenzia delle case popolari. E’ stato dirigente del Settore Ambiente, Rifiuti e Bonifiche, Energia, Aree Protette, Parchi della Provincia BAT.  Ambient&Ambienti lo ha intervistato per tracciare con lui un bilancio del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato da ASviS dal 25 maggio al 7 giugno in tutt’Italia.

I temi affrontati durante il Festival  dello Sviluppo Sostenibile sono stati tanti. Ci sono priorità su cui intervenire?

«Credo che sia essenziale in questo momento lavorare sui temi dell’ambiente e della salute per qualsiasi Governo. Daltronde l’ambiente include la salute ed è giusto che non siano studiate in maniera separata».

I conflitti ambientali emersi durante il Festival ASviS richiedono interventi, un lavoro sinergico da parte di enti e istituzioni. Qual è il ruolo dell’Arpa Puglia e quali sono gli strumenti che metterà in campo?

Vito Bruno, direttore di Arpa Puglia

Vito Bruno, direttore di Arpa Puglia

«Il ruolo dell’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione dell’ambiente, anche grazie alla nuova legge nazionale 132/2016, è proprio di servizio e in linea con gli obiettivi sinergici perché rappresenta la banca dati ambientale certificata del territorio pugliese. La nostra banca dati è l’unica che potrà essere utilizzata dalle pubbliche amministrazioni per garantire l’avvio di interventi e progetti di ricerca».

I conflitti ambientali si possono sanare?

«Si può lavorare meglio con dati migliori. L’Arpa Puglia può anche passare da essere termometro a suggerire la cura. In alcuni casi già lo fa. Pensiamo che si debba sviluppare un’Agenzia più evoluta, matura e dinamica che offra suggerimenti alle istituzioni perché conosce ciò che analizza».

Leggi anche “Conflitti ambientali, possibili soluzioni“.

Le cure per i conflitti ambientali

Quali potrebbero essere le “cure” per la Puglia?

«Se pensiamo al mare, stiamo realizzando un centro regionale mare per lavorare con i comuni e le altre istituzioni scientifiche e affrontare il problema delle plastiche e microplastiche. Si tratta di una questione che condiziona uno degli habitat più importanti, fondamentale per le attività della Puglia».

Secondo lei, i 17 obiettivi di sostenibilità individuati dall’Agenda 2030 come si possono realizzare?

«L’Agenda si deve tradurre in comportamenti virtuosi da parte dei Governi che devono investire, in particolare nelle risorse umane qualificate. Poi è necessario responsabilizzare i cittadini sui temi ambientali. Le associazioni hanno un ruolo determinante perché stimolano le amministrazioni e sensibilizzano i cittadini».

Ilva Taranto

L’Ilva di Taranto, l’acciaieria più grande d’Europa, osservato speciale dall’ARPA Puglia

Per concludere, quale Puglia emerge e bilancio si può trarre dal Festival dello Sviluppo Sostenibile?

«C’è una Puglia molto attiva sui temi ambientali. Il Festival ASVIS ha raccolto varie iniziative e dato voce ad una serie di stimoli e sollecitazioni. La Puglia in questo momento si trova al centro di un dibattito con una dinamica ambientale particolarmente articolata. La Puglia è l’unica regione che ha l’acciaieria più importante d’Europa, un gasdotto internazionale in costruzione, una costa balneabile di 800 chilometri, due siti d’interesse nazionale da bonificare ed una delle più importanti centrali termoelettriche d’Italia».

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