È sotto controllo lo sversamento in mare di idrocarburi, al campo petrolifero Rospo Mare a 12 miglia al largo di Termoli. La Direzione Marittima Guardia Costiera dell’Abruzzo e del Molise di Pescara fa sapere al nostro giornale che l’aereo ATR della Capitaneria mandato in ricognizione non ha avvistato macchie di petrolio alla deriva che potrebbero danneggiare le coste del basso Adriatico. Ufficialmente, nessun pericolo, quindi, per le Isole Tremiti e per le coste del Gargano.
Secondo la Capitaneria di Porto di Pescara, le ricerche, iniziate sin dalle prime luci dell’alba di ieri martedì e protratte fino alle Diomedee, hanno avuto esito negativo. Non è stato ancora chiarito, però, se lo sversamento di greggio che nella nottata di ieri ha prodotto l’allarme, possa essere dipeso dalle condotte di pompaggio o dalla nave appoggio. Due robot sottomarini Rov, giunti uno da Ancona e uno da Napoli, hanno sostituito nel monitoraggio la squadra di sommozzatori della capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto per le avverse condizioni del mare. La chiazza oleosa, individuata nella giornata di ieri, invece, è stata circoscritta con le cosiddette “panne di contenimento” dei mezzi antinquinamento, coordinati dalla Direzione Marittima di Pescara e recuperata mediante l’impiego di sofisticate apparecchiature “rec-oil”in grado di separare l’olio dall’acqua marina.
Indagini per individuare eventuali responsabilità sull’accaduto sono in corso.
Quanto accaduto era prevedibile, ha detto il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, la cui posizione, di fronte al rischio sempre presente di incidenti, resta con fermezza quella di “petrolio in mare, no grazie”.
Edison, la società comproprietaria con Eni della piattaforma petrolifere Rospo, riferisce che «dopo le continue operazioni di monitoraggio e analisi, non è stata rinvenuta alcuna presenza di idrocarburi in acqua e non c’è stato alcuno sversamento».


