Superstrada del Gargano, progetto da 850 milioni: ecco percorsi e alternative

Superstrada del Gargano, il dibattito pubblico

È uno di quei cantieri di cui si parla da venti anni. Ma ora pare che sia davvero la volta buona. La superstrada del Gargano si farà. Il maxi progetto da circa 850 milioni ha cominciato il proprio iter, con il dibattito pubblico che il 2 febbraio vive il suo terzo appuntamento di confronto.

Sarà l’occasione per il coordinatore del dibattito, Alberto Cena, di presentare l’iter e accogliere istanze, perplessità e controproposte di cittadini, associazioni, portatori di interesse e, ovviamente, istituzioni. Così come già avvenuto a Vico del Gargano e Peschici, mercoledì 2 febbraio a Vieste verranno illustrate le caratteristiche e le modalità di partecipazione tramite cui la cittadinanza e le diverse istituzioni coinvolte possono condividere le proprie istanze.

Alla ricerca della migliore soluzione progettuale per un intervento il cui costo complessivo stimato da ANAS è di 850 milioni di euro. Ma andando con ordine: di cosa si tratta? Come ha evidenziato in fase di presentazione alla stampa il vice presidente regionale Raffaele Piemontese, «il primo lotto funzionale che sarà realizzato interesserà la Strada a Scorrimento Veloce del Gargano e, appunto, la SS 89 Garganica, collegando Vico del Gargano a Vieste, ed è già finanziato per oltre 300 milioni di euro, ma il progetto complessivo si completa con il collegamento fino a Mattinata».

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Il progetto

L’itinerario 1, tra Vico e lo Svincolo di Peschici

Per elaborare le possibili alternative, il tracciato è stato suddiviso in diverse tratte, identificate sulla base delle viabilità esistenti. In particolare, sono stati individuati tre itinerari.

Il primo è quello tra Vico del Gargano e lo svincolo di Peschici, interamente di nuova realizzazione.

Per la realizzazione di questo nuovo collegamento sono state studiate quattro possibili alternative, tutte caratterizzate dalla presenza di gallerie e viadotti.

Itinerario 2, tra lo svincolo di Peschici e lo svincolo di Vieste

Il secondo tratto

L’itinerario 2 ha una lunghezza di quasi 8 km, rappresenta la viabilità di collegamento tra lo svincolo di Peschici e lo svincolo di Vieste e viene realizzato attraverso un miglioramento dell’attuale SS 89 a partire dal km 94.

Il miglioramento consiste in allargamenti, curve rettificate e piccole opere che garantiscono un maggiore comfort di marcia e incidono positivamente sulla sicurezza stradale.

L’ultimo tratto

Itinerario 3, tra lo svincolo di Vieste e Mattinata

L’itinerario 3 rappresenta la viabilità di collegamento tra lo svincolo di Vieste e Mattinata. Per questo itinerario sono state valutate due alternative di tracciato, che si differenziano sostanzialmente per la percentuale in variante, cioè per la parte di strada di nuova realizzazione, rispetto alla percentuale di miglioramento della strada esistente.

I cantieri

Anni di cantieri che secondo l’Anas non dovrebbero compromettere (come avvenuto in passato, ad esempio, con i lavori nella galleria Monte Saraceno) né il flusso turistico né gli spostamenti dei pendolari. Attraverso un’attenta organizzazione delle attività – assicurano nel report del progetto -, sarà possibile realizzare i lavori senza interrompere il traffico. Nei tratti di adeguamento della viabilità esistente si realizzeranno preliminarmente tutte le nuove viabilità di servizio e di cantiere per mantenere sempre possibile l’accesso.

I lavori saranno suddivisi in 3 lotti coincidenti con i 3 itinerari di progetto in funzione dell’alternativa prescelta per ciascuna tratta. Le attività di cantiere potranno durare da due anni e mezzo a quattro anni per il lotto 1, tre anni e mezzo per il lotto 2 e da tre anni e mezzo a quattro anni per il lotto 3.

Residenti e turisti

Ma le istanze di turisti e residenti devono per forza coesistere con la sostenibilità dei cantieri. E a margine del dibattito pubblico sulla “superstrada Garganica” non è mancato il richiamo di Legambiente Puglia, che mantiene alta l’attenzione “per scongiurare che si crei un Gargano a due velocità, in cui le strade periferiche e panoramiche, di collegamento alla superstrada, soprattutto con le aree interne del Gargano, siano lasciate nel dimenticatoio e al degrado”.

Come ha sottolineato il presidente di Legambiente Puglia, Ruggero Ronzulli, «è fondamentale e necessario valutare nel dettaglio l’opera per scegliere gli interventi di minore impatto ambientale e di tutela della fauna che ha fatto di questa zona la sua casa. Riteniamo fondamentale che la proposta di Anas metta a disposizione risorse per la compensazione ambientale, cosa che al momento non vediamo presente nel progetto complessivo. Non si tratta solo di quelle risorse necessarie alla mitigazione degli impatti e alla particolare cura dei corridoi ecologici per ridurre al minimo i danni sulla fauna selvatica ma di fondi atti a creare un innesto di mobilità lenta e sostenibile per i collegamenti tra i Comuni, per favorire il viaggio sicuro per cicloviaggiatori e camminatori verso i luoghi e gli itinerari dell’escursionismo e per favorire le forme crescenti di mobilità dei nuovi viaggiatori nel Parco Nazionale del Gargano».

Sarà altrettanto fondamentale per Legambiente capire qual è la strategia di Anas, insieme a Ferrovie dello Stato, “sull’intermodalità sul Gargano, in quale modo si intende correlare le azioni per lo sviluppo dei trasporti, anche del traffico pesante, nel territorio garganico e soprattutto i collegamenti in un’ottica complessiva. Non basta, infatti, creare superstrade se poi queste non sono debitamente collegate, in più modalità, a tutte le località del territorio“.

La fauna selvatica

A proporre le sue alternative c’è anche il Coordinamento delle Associazioni Animaliste della provincia di Foggia, con la richiesta che la futura superstrada del Gargano abbia delle zone di attraversamento per la fauna selvatica. «Saremo presenti a tutti gli incontri pubblici con le varie associazioni locali per chiederlo – ha sottolineato Francesca Toto, portavoce del Coordinamento delle Associazioni Animaliste della Provincia di Foggia- perché altrimenti sarà una strage. Siamo nel 2022 e dobbiamo cominciare a pensarci come parte di un sistema dove tutti devono vivere in equilibrio. La fauna selvatica va tutelata. Gli attraversamenti sono già realtà in molte nazioni. Il tratto che sarà costruito, per la delicatezza del luogo in cui ricade deve essere necessariamente dotato di aree di attraversamento. Ci batteremo per far inserire la nostra istanza nella progettazione».

Come si conclude

Tutte istanze che potranno essere portate avanti e promosse con la partecipazione attiva al dibattito pubblico (Per partecipare e assistere clicca qui). Al termine degli incontri, il coordinatore redige e consegna ad ANAS, una Relazione finale in cui illustra i temi emersi durante il dibattito. Successivamente, il proponente dell’opera è chiamato ad elaborare un proprio Dossier conclusivo in cui evidenzia la volontà o meno di realizzare l’intervento, le eventuali modifiche che intende apportare nelle successive fasi di progettazione e le ragioni che lo hanno condotto a non accogliere eventuali proposte.

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