
I Subsonica saranno in tour fino a dicembre. Tappa a Bari l’8 dicembre
A Bari per cantare la natura e la necessità di rispettarla con il contributo della tecnologia: con questa intrigante proposta si presentano per il concerto dell’8 novembre al Palaflorio di Bari i Subsonica, la band torinese tornata in tournèe dopo tre anni di lontananza dal palcoscenico. Come una nave nella foresta, questo il nome del tour che porta lo stesso nome dell’album uscito poche settimane fa, è partito lo scorso 31 ottobre e dopo la tappa barese toccherà Torino, Verona, Roma, Casalecchio del Reno, Firenze, Genova per concludersi il 1° dicembre al Forum di Assago.

18 anni di carriera, 7 album, i Subsonica lanciano un tour all’insegna della sostenibilità, e non solo perchè la loro performance nei palasport italiani sarà alimentata – per la prima volta in Italia – da un impianto a luci interamente composto da led e senza lampade ad incandescenza, così da ridurre i consumi di circa un terzo (come già sperimentato da una band storica come i Radiohead), ma soprattutto perchè nell’album entra un chiaro messaggio ecologista: basta ascoltare Il Terzo Paradiso, il brano che chiude l’album e che “utilizza” la voce recitante dell’artista biellese Michelangelo Pistoletto.
Per chi non lo sapesse, Pistoletto è uno dei maggiori esponenti italiani della corrente dell’arte povera e sue opere sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei d’arte moderna e contemporanea. Tra i suoi lavori più significativi c’è proprio l’installazione Il Terzo Paradiso ospitata fino a dicembre a Bruxelles, al Palazzo del Consiglio Europeo per il Semestre di Presidenza Italiana. Cosa sia questo Terzo Paradiso” lo spiega lo stesso Pistoletto: «È la fusione tra il primo e il secondo paradiso. Il primo è il paradiso in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti.
Michelangelo Pistoletto e il suo “Terzo Paradiso”
Il pericolo di una tragica collisione tra la sfera naturale e quella artificiale è ormai annunciato in ogni modo. Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra, congiuntamente all’impegno di rifondare i comuni principi e comportamenti etici, in quanto da questi dipende l’effettiva riuscita di tale obiettivo. Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale». E per rendere plasticamente questa volontà di conciliare natura e tecnologia piegando la seconda alle esigenze della prima, ecco che Pistoletto ricrea il segno matematico dell’infinito. consistente tre cerchi: «i due cerchi opposti significano natura e artificio, quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso». Una immagine, quella dei tre cerchi, ripetuta dall’artista in tutte le modalità tutti i luoghi.
E così i Subsonica sono stati conquistati da questa filosofia dopo essere stati contattati dallo stesso Pistoletto: «Vogliamo trasmettere il più possibile la sua idea e la sua visione, simboleggiata dal terzo Paradiso – spiega Samuel, la “voce” del gruppo – , in cui il primo Paradiso, rappresentato dalla natura, e il secondo, quello dell’emancipazione tecnologica, si uniscono e riescono a convivere in maniera più consapevole e responsabile. La prima parte del brano parla dei rischi e della necessità di non mancare a un importante appuntamento con la Storia: l’urgenza di giungere a una sintesi tra il primo e il secondo paradiso, entrando in un nuova relazione di sintonia con la natura e l’ambiente. La parte finale è proprio un dialogo con le persone di domani, quelle che potrebbero essere i nostri figli».
Non vogliamo entrare nel merito delle sonorità o della miscela tra diversi stili musicali: noi vogliamo più semplicemente sottolineare lo sforzo che uno dei gruppi più innovativi e preparati del panorama musicale italiano sta facendo (anche con gesti concreti, come appunto l’uso dei led per l’illuminazione del concerto) per diffondere la cultura della sostenibilità senza per questo demonizzare lo sviluppo tecnologico.


