Stupefacente canapa lucana

Pasquale Polosa

Oltre alla canapa ha un appezzamento dove coltiva zafferano e in una piccola serra anche fungo cardoncello, sperimenta un orto sinergico e la permacultura. Pasquale Polosa è un giovane lucano under 30 convinto che “dal pregiudizio nasce l’impresa, dalla canapa il riscatto di un territorio”.

La sua esperienza è che dalla canapa se ne ricavi gusto e salute. Lui ne deriva olio con spremitura a freddo, ma anche farina e prodotti da forno, da biscotti secchi a prodotti salati come taralli, friselle e pasta oppure semi venduti da sé, e un cioccolato con semi interi. Oltre a una fibra fonoassorbente e fonoisolante, ideale per la bioedilizia. Vende online, al dettaglio e all’ingrosso, ma ciò in cui crede davvero è nel far filiera.

«Proprio questa zona – racconta – si chiama ‘il Canapà’, un nome che attira l’attenzione e che probabilmente ci dice che qui veniva coltivata canapa dai tempi dei nostri nonni. Una terra che storicamente produce grano e foraggi, ma che si sta aprendo a nuove colture. Come quella della canapa che ha sbocchi variegati, dal campo alimentare, omeopatico, cosmetico, edile… Della canapa si utilizza tutto: fiori, semi, radici. Ed è un ottimo prodotto per l’agricoltura, per miglioratore del terreno. Inoltre è ricca di Omega 3 e Omega 6, vitamina E, antiossidanti… La canapa è una pianta molto chiacchierata, ma è solo una questione di cultura, è necessario fare informazione».

Dalla canapa è possibile ricavare anche farina e prodotti da forno, da biscotti secchi a prodotti salati come taralli, friselle e pasta

La sua idea d’impresa è nata assieme all’amico e coetaneo Giuseppe Mancuso in Basilicata, e più precisamente a Oppido Lucano, in provincia di Potenza. Sono partiti con un investimento di poche decine di mila euro e un appezzamento agricolo di circa 4 ettari, oggi quasi triplicati. E alla sua azienda agricola è andato di recente anche il riconoscimento degli Oscar Green 2014 di Coldiretti Giovani Impresa che “premiano l’innovazione che sa mantenere le proprie radici, con lo sguardo rivolto al futuro”. Come l’ha definito in quell’occasione la Delegata Regionale Giovani Impresa Basilicata, Anna Maria Mazzeo, lui è un giovane «con le idee chiare sul proprio futuro, intenzionato ad investire nella propria terra. Tanti di loro scommettono in agricoltura, settore che mostra un rinnovato appeal anche in un momento di forte crisi dell’economia, imprese che sono innovative, valide economicamente e dal punto di vista della sostenibilità, ma che soprattutto costituiscono progetti di vita».

Fuori dal pregiudizio che la vuole mera sostanza stupefacente, della canapa (cannabis sativa) se ne possono far dunque molti usi, se ne può fare impresa, si può recuperare un territorio. E molto si sta muovendo in questa direzione, tanto che Roma ha ospitato a fine febbraio 2015 la prima edizione della fiera internazionale Canapa Mundi  .

Articoli correlati