Studi, ricerche, design e nuovi accordi: la pandemia non rallenta il Politecnico di Bari

PoliBa, sistemi robotizzati per movimentazione

Design, progetti e innovazione. Ma anche report scientifici, ricerche, studi e nuovi accordi. La pandemia non ha interrotto le attività del Politecnico di Bari, che continua a proporre una serie di iniziative.

Uno degli ambiti su cui PoliBa continua a essere particolarmente attivo è quello dell’automotive. E così, frutto dell’accordo triennale con  “Magna PT S.p.A.”, è stato avviato un ampio programma di ricerca sui temi della mobilità, innovazione e sostenibilità.

L’accordo triennale con Magna PT S.p.A.

Lo stabilimento Magna PT S.p.A di Modugno

Nel mondo, infatti, due auto su tre posseggono a bordo prodotti o sistemi realizzati dalla società canadese “Magna International Inc.”, leader mondiale nel settore automobilistico le cui origini risalgono al 1957.

La sua espansione coinvolge l’Italia e, nel 2016, ha rilevato la sede di Bari-Modugno della tedesca Getrag, diventando, con i suoi 900 dipendenti, presidio d’eccellenza per la produzione di cambi (sistemi di trasmissione) automatici a doppia frizione per le più importanti case automobilistiche, quali Daimler, Ford, Nissan e Renault.

Ma la ricerca non si ferma. La presenza di realtà scientifiche di ricerca di alto profilo come il Politecnico di Bari, con le sue affinità e competenze nel campo dell’ingegneria industriale, ha condotto “Magna PT S.p.A.” e Poliba a individuare un percorso di collaborazione scientifica. L’intesa è stata recentemente sottoscritta dal Rettore del Politecnico, Francesco Cupertino, da Aldo Cirilli e Gabriele Ghirelli, rispettivamente Amministratore Delegato e Co-Amministratore Delegato di “Magna PT S.p.A.”.

Diverse sono le tematiche previste sulle quali “Magna” e Poliba concentreranno il loro know-how: dalla progettazione di componenti ai sistemi meccatronici all’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi produttivi, fino alla robotica avanzata e ai sistemi per il risparmio energetico.

Il premio ad Abu Dhabi

Il Politecnico va anche alla conquista del mondo. Gli architetti Maurizio Barberio e Micaela Colella, giovani laureati in architettura e dottori di ricerca del Poliba, hanno infatti ottenuto la menzione d’onore, nella competizione internazionale, Cool Abu Dhabi Challenge, con il Progetto, “Urban Dunes”, una copertura sostenibile stampata in 3D il cui materiale da costruzione è la sabbia del deserto.

La proposta degli architetti pugliesi, arricchita dalla partecipazione del loro collega, Angelo Figliola, è caratterizzata da una innovativa copertura voltata, costituita da blocchi stampati in 3D che utilizza un materiale povero ed economico, ma abbondantemente disponibile: la sabbia del deserto. Grazie alla tecnica del binder jetting, utilizzando un legante, è possibile rendere solidali i granelli di sabbia tra loro, permettendo la fabbricazione di blocchi di grandi dimensioni con un alto livello di precisione. Il progetto, in particolare, prevede un sistema voltato con sistemi di raffrescamento passivi, a bassa tecnologia e basso costo, in grado di raffrescare senza l’impiego di energia elettrica.

La copertura, “Urban Dunes” infatti, è una volta complessa, caratterizzata da una serie di archi che permettono l’ingresso nello spazio pubblico. La principale strategia di raffrescamento consiste nell’elevata inerzia termica della copertura in sabbia stampata in 3D e di ulteriori accorgimenti aggiuntivi quali: verde, correnti d’aria, acqua.

L’idea potrebbe essere importata: un progetto simile potrebbe essere messo a punto anche in Puglia, utilizzando gli scarti di lavorazione del settore lapideo o altri materiali poveri disponibili in loco.

Xylella fastidiosa: una ricerca per contrastarla

Paesaggio pugliese con ulivi

Altro motivo di vanto per il Politecnico è la pubblicazione di uno studio scientifico, condotto da un team di ricercatori pugliesi, pubblicato lo scorso 13 gennaio sulla rivista internazionale “Scientific Reports”.

L’articolo – “A non-targeted metabolomics study on Xylella fastidiosa infected olive plants grown under controlled conditions” (Analisi metabolomica su piante di olivo infettate da Xylella fastidiosa coltivate in condizioni controllate) – raccoglie gli studi, le osservazioni e le sperimentazioni in laboratorio degli ultimi due anni e propone un percorso mirato, efficace, dedito alla diagnosi precoce per una più facile cura della malattia, che ormai da anni devasta gli ulivi in tutta la Regione Puglia.

La ricerca descrive gli effetti dell’infezione da Xylella fastidiosa sul metabolismo di giovani piante di olivo della varietà “Cellina di Nardò”. Si tratta del primo studio condotto in condizioni controllate. Alle piante, sane e selezionate, allevate in serra presso Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes (CIHEAM) di Bari fu iniettata artificialmente la Xylella per comprendere i mutamenti biologici. Gli alberi infettati dopo due anni hanno manifestato i classici segni della presenza della malattia.

Nel frattempo, è stato possibile individuare le sostanze che subiscono alterazioni a causa dell’infezione. Si è visto, infatti, che le piante infettate da Xylella presentano un contenuto maggiore di acido malico, acido formico, mannitolo e saccarosio e un contenuto minore di oleuropeina. La conoscenza di tali sostanze consentirà di valutare il grado di tolleranza delle diverse cultivar di olivo alle infezioni e di creare sistemi rapidi e affidabili per la diagnosi precoce (oggi solo con la risonanza magnetica) tramite telerilevamento, anche con l’ausilio di droni. Quest’ultima applicazione verrà messa a punto nell’ambito del progetto AGREED (Agriculture, Green & Digital), appena avviato e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e vede impegnati nuovamente il Politecnico di Bari e CIHEAM di Bari in partnership con altri soggetti industriali e di ricerca.

Maker Faire Rome

Il Politecnico si è fatto notare anche ‘virtualmente’. A dicembre, infatti, la vetrina dell’innovazione, su scala internazionale, è stata protagonista del “Maker Faire Rome”, la fiera dell’innovazione europea, in versione digitale. L’obiettivo era favorire il progresso attraverso la condivisione di idee tra makers, imprese, istituzioni, scuole, università e centri di ricerca come mission dell’iniziativa, promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma.

Tra gli oltre 300 stand virtuali ricchi di idee, prototipi, progetti innovativi per la prima volta si è presentato quello del Politecnico con il FabLab Poliba. Il Laboratorio di fabbricazione digitale, con sede a Bitonto, ha messo in vetrina, tra i temi presenti agritech, foodtech, digital manufacturing robotica, intelligenza artificiale, mobilità, economia circolare, salute, IoT, recycling, data science, sportech, moda, art, music il progetto, “Innovazione digitale nel mondo della ceramica”.

L’iniziativa mira allo sviluppo di un percorso di innovazione e trasformazione nel mondo artigiano, in particolar modo quello della ceramica. L’intento è quello di coniugare la sapienza del lavoro artigiano tradizionale con la componente innovativa portata dai Fablab attraverso i processi e le tecnologie proprie della digital manufacturing, nella prospettiva di un “artigianato digitale” in grado di affrontare le sfide connesse con l’innovazione tecnologica e formare nuovi artigiani.

Accordo per la formazione

Adi e Politecnico insieme per il rilancio

Non mancano gli accordi istituzionali. Il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino e il presidente di Adi – Associazione per il Disegno industriale – di Puglia e Basilicata, Guido Santilio, hanno firmato, nella sede dell’amministrazione centrale dell’ateneo, un accordo di collaborazione per attività di formazione, ricerca, sviluppo tecnologico e servizi di consulenza per i professionisti, gli studiosi e le piccole e medie imprese del territorio.

L’obiettivo comune è favorire l’innovazione digitale nel settore Design e utilizzarla come acceleratore dello sviluppo e dell’internazionalizzazione di un comparto con grandi potenzialità. La convenzione prevede una serie di attività che potranno essere messe in campo, sulle tre direttrici della diffusione della cultura del progetto: tutela e rispetto della proprietà intellettuale; promozione del made in Italy.

In materia di formazione, l’accordo tra Politecnico e Adi prevede anche l’organizzazione sul territorio di corsi post lauream specialistici e mirati, negli ambiti di interesse dell’Associazione per il Disegno Industriale in base alle necessità più attuali del comparto design.

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