Input your search keywords and press Enter.

Street Art: percorsi significativi per la lettura del paesaggio urbano

Segreteria telefonica

Come nella preistoria i graffiti erano disegni che ricreavano, a volte con impressionante verismo, lo stile di vita dell’epoca, così anche oggi il mondo di forme e colori dei murales lancia messaggi su un presente provvisorio ed in continua evoluzione. Il paesaggio urbano si arricchisce di contenuti e diventa, per chi sa leggere, un libro di storia sociale e un museo effimero a cielo aperto, a disposizione di tutti.

Un fenomeno sociale mondiale  Nata presumibilmente negli anni ’70, nei sobborghi di New York, dove i giovani esprimevano con l’arte delle bombolette i disagi sociali dei quartieri più malfamati, la Street Art – o arte di strada – si è propagata a macchia d’olio, diventando un fenomeno sociale di dimensione mondiale. I writers sono veri artisti, ognuno con il proprio stile, ma dagli artisti tradizionali si differenziano perché, spesso lontani dall’obiettivo di guadagno, esprimono l’esigenza di lasciare il proprio segno di riconoscimento sulla tela urbana, anziché all’interno di una cornice.

Il sottile confine della legalità e dell’arte   In Italia, la legge n.94 del 15 luglio 2009 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, inasprisce il contenuto dell’articolo 639 del codice penale in materia d’imbrattamento. L’art 3, infatti, prevede la reclusione da 1 mese a un anno e una multa che arriva fino a 10.000 euro se l’imbrattamento abbia deturpato beni d’interesse storico o artistico. L’intento severo del legislatore è definire un limite alla libertà d’espressione individuale, per garantire il rispetto della proprietà pubblica e privata; pulire i muri da scritte e scarabocchi senza senso o volgarità e insulti di nessun valore artistico, ha infatti un costo notevole e le spese comunali ricadono sulle tasche di tutti i cittadini.

Ma la Street Art è ben altra cosa. Per contenere il suo carattere intrinsecamente sovversivo e salvaguardare al contempo il potenziale estetico, molte città si attrezzano per destinare spazi urbani, in modo da permettere ai writers di creare, in un minimo di condizioni di legalità. Da anarchia del gesto anti-sistema e simbolo di ribellione e di sfida alle autorità, a opera d’arte e canone estetico: c’è chi è riuscito a tagliare il traguardo.

No vagabondaggio, New Orleans

Banksy: l’anonimo più famoso della Street Art  Pseudonimo dell’eroe inglese dei graffitari, di cui nessuno è ancora riuscito a svelare l’identità, proprio grazie alle azioni sovversive e creazioni di irriverente intelligenza è riuscito a sedurre, oltre agli appassionati del tema, anche un pubblico più vasto, finanche il mondo delle aste e della critica d’arte. Coperto dal fascino del mistero, questa autentica leggenda metropolitana usa un linguaggio incisivo e provocatore per mostrare sui muri le contraddizioni e i dubbi della società. I suoi graffiti, misto di irriverenza e humor, sono realizzati con una tecnica di trasposizione di immagini e messaggi su carta, combinate con disegno a mano libera e bombolette.

In diverse città sono ancora visibili alcune sue creazioni, quando ancora protette da plexiglass. A Londra per esempio, Banksy è diventato un simbolo cult della città tanto che sul sito web artofthestate si trova una mappa turistica, in cui sono segnalati i suoi graffiti negli angoli più remoti. Allora, passeggiando per le vie del centro o per i quartieri industriali, tra palazzi storici e musei, diventa interessante andare a caccia di una sua opera. Scoprendo così i moti d’animo di un luogo e la controversa relazione umana con lo spazio e l’ambiente.

PHOTOGALLERY

[nggallery id=51]

Galleria immagini (fonte: www.banksy.co.uk)

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *