Street art e rigenerazione urbana: l’esempio di Rivalta di Torino

CASERMETTE SOCIAL PARK - RIVALTA DI TORINO -ARTIST RUN - Via Carignano - @photocredits FABIO OGGERO

Casermette Social Park è il progetto di riqualificazione urbana che vede la partecipazione dell’urban artist Run

 

Street art, new generation, ecosostenibilità e riqualificazione urbana. Sono questi gli elementi di “Casermette Social Park”, progetto di rigenerazione urbana e ambientale del Comune di Rivalta di Torino, che ridarà vita al parco delle Casermette, area di ex depositi di artiglieria tra via Primo Maggio e via Carignano.

È uno degli 8 progetti vincitori del bando Restauro Ambientale Sostenibile promosso da “Fondazione Compagnia di San Paolo”, nell’ambito della Missione Proteggere l’ambiente dell’Obiettivo Pianeta, per sollecitare interventi concreti e sostenibili per la rigenerazione, la protezione e la valorizzazione del patrimonio naturale delle aree maggiormente antropizzate dei territori di Piemonte e Liguria.

Il progetto “Casermette Social Park”, che vedrà l’inizio dei lavori dopo l’estate, prevede la realizzazione di un parco di circa 2.500 mq con spazi per la socialità e l’incontro, declinati in diverse forme e funzioni. Il progetto è il primo tassello di un più ampio programma di riqualificazione ambientale che il Comune di Rivalta sta portando avanti sull’area degli ex depositi militari di artiglieria, 106 mila metri quadri tra gli stabilimenti Avio e Fiat, e che è oggetto di un piano particolareggiato. Obiettivi primari di “Casermette Social Park” sono, da un lato il recupero ambientale di un’area oggi degradata, dall’altro la ricostruzione di un’identità unitaria tra le aree urbanizzate ora sfrangiate e non ultima la sensibilizzazione della cittadinanza verso le questioni ambientali locali, territoriali e globali.

A dare inizio ai lavori, l’opera dell’urban artist Run che ha dato nuova vita, con rulli e vernici ecologiche, alla torretta all’ingresso del parco.

L’opera prevede quattro situazioni, una per ogni lato della torre, completamente diverse tra loro ma accomunate dallo stesso fil rouge che vede protagonisti l’ambiente e la sua interazione con l’uomo: i soggetti, uno per ogni facciata, rappresentano la biodiversità, la morfologia del territorio, gli uomini che compiono azioni e i libri che descrivono il sapere e la cultura creando la connessione tra uomo e natura.

La visione totale dell’opera può essere considerata come un concetto di natura rappresentato con differenti declinazioni che abbracciano sia un punto di vista antropologico che scientifico e biologico. Essendo composta da quattro facciate l’artista vuole far “sparire”, attraverso i disegni e i colori, le angolazioni e il muro stesso suggerendo una lettura dell’opera unica, come se si fosse in presenza di una scultura a tutto tondo. Dato che le condizioni territoriali permettono ti poter girare integralmente intorno alla torre, il fruitore può avere un visione curiosa dell’opera scoprendo passo dopo passo come si evolve il disegno.

L’intervento di Run è solo uno degli eventi artistici che si susseguiranno all’interno del progetto che prevede anche la trasformazione della cosiddetta “Casa del Maresciallo”, attraverso residenze d’artista in collaborazione con l’Accademia Albertina di Torino. Verranno attivati workshop per i ragazzi delle scuole per una riqualificazione estetica delle mura che circondano l’area. La rassegna artistica si concluderà alla fine del progetto di riqualificazione urbana e ambientale con l’intervento di Bepart, organizzazione che si occupa di riempire gli spazi di arte, design, video, suoni e parole, tramite la realtà aumentata. Attraverso processi partecipativi e di formazione, Bepart produce ed installa opere digitali nello spazio, fruibili da tutti gratuitamente attraverso un’applicazione per smart device e visori appositi.

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