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Strasburgo, fuga di amianto nella sede dell’Europarlamento

Un errore compiuto durante i lavori di ristrutturazione ha provocato una fuga di amianto nella sede di Strasburgo del Parlamento Europeo.

La contaminazione da amianto ha avuto luogo nell’edifico Winston Churchill, il più vecchio dei due plessi che costituiscono la sede francese dell’Europarlamento: «la ditta subappaltatrice dei lavori – si legge nel comunicato diramato dal Parlamento – ha praticato un foro in due pilastri isolati con amianto, nonostante la chiara indicazione della sua possibile presenza tanto sul posto quanto nel contratto».

L’area è stata immediatamente sottoposta ad analisi che hanno rilevato una contaminazione pari a 7 fibre per litro, quando il limite massimo ammesso è di 5 fibre per litro. I due pilastri e le aree loro circostanti sono state sigillate ermeticamente e sono cominciati i lavori di bonifica, la cui conclusione è imminente.

I servizi legali dell’Europarlamento stanno studiando possibili azioni contro le ditte coinvolte (la vincitrice dell’appalto e quella che ha materialmente compiuto il lavoro); diversi parlamentari si sono espressi a favore della cosiddetta sede unica, rinunciando alle mensili trasferte da Bruxelles a Strasburgo che comportano costi per oltre 250 milioni di euro l’anno: nella sede di Bruxelles, dove si svolge la maggior parte dei lavori parlamentari, l’emiciclo per le primarie è inagibile dalla fine di agosto scorso, a seguito della scoperta di lesioni in tre travi della copertura.

D’altro canto, rinunciare a Strasburgo comporterebbe una modifica dei Trattati, ma la Francia vi si oppone per ragioni storiche, di prestigio e – soprattutto – economiche.

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