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Strade dissestate, primato alla Capitanata

FOGGIA – Il sisma del 2002, meglio conosciuto come “terremoto di San Giuliano”, perché distrusse una scuola in un paesino molisano uccidendo decine di bambini, in realtà ha provocato più danni in Puglia, almeno strutturali. La provinciale 5, unica arteria del traffico per gli abitanti di Castelnuovo della Daunia, Casalnuovo Monterotaro, Celenza, Carlantino e Pietra Montecorvino, ad esempio, è semidistrutta dal dissesto idrogeologico.

Da anni si attende in Capitanata di risolvere la situazione di impraticabilità di diverse strade provinciali (foto Piero Russo)

Questi paesi dei Monti Dauni presentano un’elevata percentuale di abitazioni pericolanti e quindi evacuate. Un intero quartiere (il rione “Toppo” a Carlantino) rischia di crollare su se stesso. Ma sono proprio le strade a destare maggiori preoccupazioni: molte di esse, infatti, sono piene di frane e crepe, come quella che collega Celle San Vito al resto della Capitanata, chiusa al traffico. La provinciale 129 Roseto-Biccari è ancora interrotta. Sulla provinciale 1, per 22 chilometri bisogna osservare un limite di 30 chilometri orari. La provinciale che collega San Marco la Catola alla statale 17 ripresenta gli stessi smottamenti e le medesime frane che 12 mesi fa rendevano pericolosissimo attraversarla. La provinciale 130, che collega Alberona e Roseto a Lucera, ha diversi tratti in cui la percorrenza si è ridotta a una sola carreggiata e la provinciale Pietra Montecorvino-Castelnuovo della Daunia è in condizioni ancora peggiori. E poi c’è la Roseto-Castelfranco in Miscano, dove i lavori sono stati appaltati ma cominceranno solo a novembre e saranno continuamente interrotti per la pioggia.

Una strada impraticabile in Capitanata (foto Piero Russo)

Una strada impraticabile in Capitanata (foto Piero Russo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una delle strade di Capitanata colpite dal dissesto idrogeologico (foto Piero Russo)

 

I bambini che ogni mattina viaggiano con lo scuolabus, sono a rischio, così come gli anziani, che per raggiungere gli ospedali più vicini devono affrontare ogni genere di peripezia. Undici sindaci dei Monti Dauni si sono chiesti il perché la loro terra sia completamente esclusa dalla programmazione della Provincia di Foggia. Per questo motivo si sono rivolti al presidente della Provincia Antonio Pepe ed all’assessore ai lavori pubblici Mimmo Farina. Quest’ultimo ha organizzato un tentativo di sinergia tra sindaci e consiglieri provinciali: entro il 30 ottobre c’è la possibilità di richiedere alla Regione Puglia alcuni finanziamenti stanziati per la viabilità, (non più di 50 milioni per ogni provincia). Nel frattempo, però, i sindaci dei comuni interessati avrebbero dovuto consegnare a Farina spunti e riflessioni per ogni singola arteria del traffico da sanare. Al vertice operativo per analizzare la delibera recentemente approvata dalla Giunta regionale sul “Programma straordinario di viabilità”, però, soltanto 32 comuni sui 61 della provincia di Foggia convocati si sono presentati a Palazzo Dogana con idee e progetti. Mentre il termine si avvicina, Farina ha assicurato che terrà comunque conto anche dei comuni non presenti all’incontro, ma che necessitano di interventi urgenti.

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