Strada Regia delle Calabrie, un futuro per il turismo lento nei piccoli borghi del Sud

Il percorso della Strada Regia delle Calabrie tocca in 260 km tre regioni (© Pio Peruzzini)

Santanastasio   (Presidente Archeoclub D’Italia): “Attraverso la Strada Regia delle Calabrie i borghi dell’appennino diventano grande opportunità per il turismo”

 

“Archeoclub D’Italia rilancia i borghi italiani. A breve partiremo con I Borghi in Fiore, puntando alla promozione dei borghi in particolare dell’Appennino”. Lo ha annunciato Rosario Santanastasio, Presidente di Archeoclub D’Italia, a margine della conferenza inaugurale sulla Strada Regia delle Calabrie, presso la Reggia di Persano.

 “Il progetto della Strada Regia delle Calabrie, ideato da Archeoclub D’Italia, mette al centro la valorizzazione di bellissimi luoghi. Più di 260 Km ricchi di siti archeologici, culturali, appartenenti a più epoche. Decine e decine di borghi, oggi fuori dai circuiti di collegamento  – ha continuato Santanastasio – ma che in questo modo recuperano la loro centralità, nell’ambito di un turismo lento che è in grado di creare condizioni economiche favorevoli al territorio”.  Ci sono voluti 8 anni di studio sul campo per riportare alla luce l’intero percorso della Strada Regia delle Calabrie, che ora è anche georeferenziata.

Strada Regia delle Calabrie, un concentrato di storia e non solo

La Strada Regia delle Calabrie nasce anche dall’antica Via Popilia, di epoca romana e comprende 44 comuni, da Napoli a Castrovillari. Tre regioni attraversate – Campania, Calabria, Basilicata -, quattro province (Napoli, Salerno, Potenza, Cosenza), tre parchi nazionali (Cilento e Vallo di Diano, Pollino, Parco archeologico di Paestum/Velia), 260 km di strada, di territorio, di cultura, di storia che hanno bisogno di essere raccontati dal punto di vista culturale e turistico.

La reggia di Persano0 (foto Touring Club)

Suggestivo il percorso, costellato di pietre miliari, fontane, borghi, abbeveratoi, testimonianze di età paleocristiana, antiche taverne, stazioni postali e siti del paleolitico e neolitico, e che tra le varie località tocca Serre, la Via Popilia, la Taverna della Duchessa con antica stazione postale ottocentesca. Sono stati censiti 30 taverne ottocentesche, 40 ponti di epoca romana o ottocentesca. il piatto forte è però rappresentato dalla Reggia di Persano, un  vero e proprio scrigno di opere realizzate dall’architetto e pittore Luigi Vanvitelli a metà  del ‘700, che ha disseminato le sue opere proprio in quei borghi , quasi tutti interni e quindi lontani dai tradizionali flussi turistici, che fanno da contrappunto alla strada regia.

“Portare interesse, turismo, occupazione, in questi luoghi, aiuta soprattutto il territorio, i giovani e contribuisce a evitare il problema dello spopolamento. Questi territori, queste aree potranno contare su nuovo modello di sviluppo” spiega l’architetto Luca Esposito, studioso della cartografia dell’ ‘800 e referente dell’Archeoclub per programma di promozione della Strada Regia delle Calabrie.

La collaborazione con l’Associazione Siti Reali

“La Strada Regia delle Calabrie era un’infrastruttura storica che collegava diverse regioni dell’Italia Meridionale  – afferma Alessandro Manna, Presidente dell’Associazione Siti Reali -ed oggi può essere un’infrastruttura culturale, ma anche turistica che può connettere, non solo il territorio ma anche tutto il patrimonio storico che si trova lungo questa strada . Penso ad esempio alle residenze reali, alle bellezze naturalistiche, ai borghi, all’enogastronomia”, e preannuncia una collaborazione con l’Archeoclub per la valorizzazione del patrimonio storico-naturalistico.

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Anche gli operatori turistici guardano, ora alla Strada Regia delle Calabrie

“Ai fini turistici c’è tanto da lavorare. Bisogna investire per riqualificare le varie aree. La Strada Regia delle  Calabrie può essere un file rouge alla riscoperta del Sud Italia – spiega Peter Hoogstaden di Genius Loci –  che in parte può diventare cammino, in parte percorso ciclabile, in parte turismo classico. La Strada Regia delle Calabrie, ad esempio, comprende il Miglio D’Oro tra Napoli, Portici ed Ercolano, ne è parte ed ha una sua valenza storica, ma in Calabria coincide con la Ciclovia della Calabria attraversando borghi sconosciuti. Dunque la sua promozione da una parte può vedere un turismo classico per siti come quelli del Miglio D’Oro, dall’altra la conoscenza di borghi calabri come Morano Calabro, Mormanno, Castrovillari.   Avendo una strada che collega il patrimonio diffuso dei piccoli borghi, definiti minori ma che comunque non lo sono, c’è la possibilità di una valorizzazione di insieme di monumenti e piccoli borghi”. Attraverso la Strada Regia delle Calabrie, inoltre,  si potrebbe  puntare al recupero delle antiche osterie, delle antiche stazioni postali, in un progetto di archeologia industriale.

Serve la sinergia tra istituzioni, Regioni, Province, Comuni

Il lungo tratto che attraversa il territorio di Sicignano degli Alburni (SA), è senza dubbio uno dei più affascinanti della Strada Regia delle Calabrie, sia per la bellezza del paesaggio, che per l’importanza storica tramandata attraverso i racconti dei viaggiatori del passato

“E’ un progetto di così ampia portata che deve richiedere sinergia tra tutte le Regioni, le istituzioni, Comuni, Province, interessate da questo importante asse viario. A mio avviso la Strada Regia delle Calabrie deve essere la spina dorsale della visione del piano di recupero del centro storico   conferma Emma Buondonno, Docente della Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli  come è accaduto ad Ercolano e a Portici, e andare verso una pianificazione territoriale unitaria”.

E Raffaella Bonaudo, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, aggiunge: “E’ un’occasione per guardare diversamente il territorio. La Strada Regia delle Calabrie è una strada che per molti altri ripercorre la viabilità storica ma vorrei dire anche che la Reggia di Persano, ad esempio, si trova all’interno di un comparto di territorio  che è tra le biforcazioni dell’antica Via Popilia e la cosiddetta strada del mare. Questo è il territorio da valorizzare con tutte le sue caratteristiche che sono di tipo naturalistico, archeologico, è un’occasione da percorrere tutta. Come Soprintendenza e Ministero abbiamo fatto un progetto del genere che è quello dell’Appia che sta andando avanti. Le occasioni sono tante ed è evidente che ci deve essere l’impegno del territorio nel recepire queste istanze”.

Strada Regia delle Calabrie Patrimonio Unesco?

“La Strada Regia delle Calabrie è un percorso antico ma innovativo perchè si associa alla Rete Europea dei cammini conclude Luca Coppola, Presidente del Consorzio Turistico Costa del Vesuvio –  un vero esempio di turismo sostenibile, che da un lato offre nuove motivazioni di viaggio, permette di  riscoprire borghi, territori,  e dall’altro offre  la possibilità alle imprese locali di poter lavorare e dunque di avere la possibilità di contribuire al successo di questa iniziativa. La Strada Regia, a mio avviso, è un’opportunità che per la sua ricchezza di beni materiali ed immateriali si candiderebbe a Patrimonio Unesco. Credo che questa sia una prospettiva da percorrere al più presto”.

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