Strada Garganica, si chiude il Dibattito pubblico: “Sì all’opera ma a determinate condizioni…”

La presentazione della Relazione finale del Dibattito pubblico

È stata presentata la Relazione che chiude il  dibattito pubblico sulla nuova Strada Garganica,  in cui sono confluite tutte le istanze provenienti dal territorio: molte le proposte sostanziali volte all’ottimizzazione e al miglioramento del collegamento stradale tra Vico del Gargano e Mattinata.

“Tutti gli attori intervenuti concordano sul fatto che un miglioramento più o meno significativo dei collegamenti viari sul promontorio del Gargano sia necessario. Quello che li differenzia sono le ragioni per cui lo reputano tale”. E’ la sintesi della Relazione finale redatta dal Coordinatore Alberto Cena, del Dibattito pubblico che ha animato la discussione sul nuovo collegamento tra Vico del Gargano e Mattinata. La nuova “Strada Garganica” è stata infatti la prima applicazione dello strumento del Dibattito pubblico nel Mezzogiorno d’Italia dall’entrata in vigore della legge che lo ha reso obbligatorio.

Quattro incontri informativi territoriali, due incontri tecnici, 34 Quaderni degli attori per un dibattito su un’opera proposta da Anas spa con l’obiettivo di ridurre l’isolamento delle località situate sulla costa nord-est del Gargano, generato dal mancato completamento della SS 693.

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Le alternative

L’itinerario 1, tra Vico e lo Svincolo di Peschici

Per elaborare le possibili alternative, il tracciato è stato suddiviso in diverse tratte, identificate sulla base delle viabilità esistenti. In particolare, sono stati individuati tre itinerari. Il primo è quello tra Vico del Gargano e lo svincolo di Peschici, interamente di nuova realizzazione. L’itinerario 2 ha una lunghezza di quasi 8 km e rappresenta la viabilità di collegamento tra lo svincolo di Peschici e quello di Vieste. Il terzo rappresenta la viabilità di collegamento tra lo svincolo di Vieste e Mattinata.

Le discussioni

La relazione evidenzia come rispetto alle passate esperienze di applicazione della procedura, durante gli incontri si sia registrato un clima più disteso e collaborativo. Ma non sono mancate critiche alla procedura e al suo svolgimento. Infatti, se da un lato discutere un Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) fa sentire i partecipanti maggiormente coinvolti nello scegliere se e come realizzare l’infrastruttura, dall’altro lato il dibattito sconta necessariamente le conseguenze di un livello di approfondimento progettuale inferiore rispetto ai contenuti.

Sottoporre a dibattito pubblico diverse soluzioni di tracciato ha comunque “senza dubbio favorito un confronto sereno e poco conflittuale. La presenza di diverse alternative ha, infatti, aiutato molto il coordinatore a far sentire partecipi le comunità locali della scelta sulla futura infrastruttura”. La relazione, però, non nasconde anche qualche problematica: “Tuttavia va anche sottolineato che il livello di progettazione, ha generato alcuni malcontenti da parte di chi si aspettava studi più dettagliati a supporto del progetto”.

I due fronti

E così le contrapposizioni sull’opera restano evidenti. “Da un lato – evidenzia la relazione finale -, soprattutto i residenti dei quattro Comuni interessati concordano totalmente o quasi con le ragioni dell’opera formulate dal proponente all’interno del Docfap e del Dossier di progetto, principalmente per l’attesa riduzione dei tempi di percorrenza e conseguente aumento della qualità di vita”. Al contrario, “dall’altro lato vi è chi, pur riconoscendo le necessità del territorio descritte dal proponente, non è convinto che l’intervento stradale sia la soluzione adatta per raggiungere gli obiettivi di portata più ampia come il contrasto alla spopolamento e lo sviluppo economico. Questi attori sottolineano l’importanza di una scelta attentamente ponderata sotto il profilo delle ricadute ambientali per intaccare il meno possibile la maggiore risorsa del Gargano: il suo inestimabile patrimonio ambientale e paesaggistico”.

Leggi qui. L’intera Relazione finale

La tutela dell’ambiente

Uno degli appuntamenti informativi del Dibattito Pubblico per la nuova Strada Garganica

E’ stato proprio l’aspetto della tutela ambientale uno dei punti focali del confronto. In particolare, è stata sottolineata la necessità di compensare adeguatamente tutte le incidenze negative che possono essere generate dalla costruzione dell’opera, laddove non siano sufficienti le azioni di mitigazione degli impatti generati. È stato evidenziato che ci si trova ad agire in un’area a forte sensibilità ambientale, in cui vi sono habitat di interesse comunitario che vanno protetti – come ad esempio la Foresta Umbra o il bosco di Cerrete Vetuste – e che non devono essere considerati semplici ostacoli o vincoli alla progettazione dell’opera, ma importanti tutele sancite a livello nazionale e internazionale.

La principale perplessità riportata, in particolare dalle associazioni ambientaliste, è che non vengano adottate misure adeguate ai fini della tutela del territorio e, soprattutto, che non si possano compensare totalmente gli impatti dell’opera sul patrimonio ambientale, ovvero nei confronti della flora, fauna e del paesaggio.

A questo proposito, pertanto, è stato ribadito in più occasioni che la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) non debba ridursi a un semplice atto formale, ma che si debba condurre un’analisi approfondita dell’impatto ambientale dell’opera. Inoltre “al fine di minimizzare gli impatti dei lavori, e delle opere sulle componenti fauna, flora ed equilibrio idrogeologico, reticolo idrologico superficiale, si propone di avvalorare tale progetto, solo ed esclusivamente con misure di mitigazione e compensazione che comportino la realizzazione di una cabina di regia con esperti qualificati e sia con la partecipazione delle associazioni”.

Le decisioni

Ma ora? La relazione finale sarà trasmessa alla Commissione Nazionale Dibattito Pubblico e sottoposta ad ANAS Spa che, entro 60 giorni, dovrà redigere un proprio Dossier conclusivo contenente risposte puntuali alle istanze, le osservazioni e le richieste emerse. All’interno del Dossier ANAS dovrà evidenziare la volontà o meno di realizzare l’intervento, le eventuali modifiche che intende apportare rispetto al progetto originario e le ragioni che lo hanno condotto ad accogliere o rifiutare eventuali proposte. Staremo a vedere…

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