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Stop alla diga in Amazzonia

Lieto fine nella costruzione della diga di Belo Monte, nel cuore dell’Amazzonia. É ormai deciso: il progetto tanto discusso non si farà. Gioiscono le associazioni ambientaliste che hanno lottato fianco a fianco delle 13 tribù indigene, che quella gigantesca diga idroelettrica, incastonata nel polmone verde del Pianeta, proprio non la volevano! La corte federale dello Stato di Para ha dunque accolto le proteste e vietato al consorzio Norte Energia di proseguire con i lavori. Il progetto aveva messo in conto una deviazione del fiume Xingu «con la costruzione di un porto, esplosioni controllate, innalzamento di dighe, incroci di canali» modificando, di fatto, il suo corso naturale. La diga, era considerata dal Governo come elemento fondamentale per lo sviluppo energetico del Brasile, e avrebbe dovuto fornire una potenza di 11.200 megawatt, circa l’11% del totale nel Paese. Dopo le dighe delle Tre Gole in Cina, e di Itaipu, alla frontiera tra Brasile e Paraguay, quella di Belo Monte sarebbe stata la più grande diga del mondo. L’investimento previsto era di 11 miliardi di dollari. L’Istituto brasiliano dell’Ambiente ne aveva autorizzato la costruzione lo scorso gennaio.

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