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Stefano Pecorella: «Il Gargano? Sarà il primo geoparco della costa adriatica»

Il presidente del Parco nazionale del Gargano, Stefano Pecorella

Trasformare la Montagna del Sole, il Gargano, in un geoparco: un’opportunità di crescita per il territorio e uno strumento di tutela e valorizzazione del prezioso patrimonio geologico locale che va dai cutini alle falesie, dalle splendide coste sino al carsismo delle grotte. Stefano Pecorella, presidente del Parco Nazionale del Gargano, è il promotore ed il più tenace sostenitore di questo progetto, ovvero quello di far entrare lo sperone di Puglia nella rete dei geoparchi, candidatura avanzata durante il convegno internazionale “Mediterre” e ribadita al raduno nazionale dei geoparchi svoltosi a Massa Marittima, nel territorio delle colline metallifere.

Presidente Pecorella, con l’istituzione del Geoparco del Gargano si andrebbe a colmare una lacuna sul versante adriatico. Quali sono i geositi individuati nell’area del Parco Nazionale del Gargano?

Il Parco nazionale del Gargano deve diventare il primo geoparco della costa adriatica. Questa mancanza è assolutamente imperdonabile considerato il prezioso patrimonio di geositi della Montagna del Sole, che spazia dalla Dolina Pozzatina al maestoso faraglione di Pizzomunno, passando per le falesie costiere di cui è uno splendido esempio l’Architello di San Felice. Siamo perfettamente consapevoli che per realizzare un obiettivo così prestigioso c’è bisogno della collaborazione non solo di tutte le forze vive del nostro territorio, ma anche del mondo scientifico ed accademico. Per questo abbiamo già attivato un’intesa con la SIGEA, con l’Università di Bari e con numerosi tecnici che saranno il motore propulsore della realizzazione del progetto di geoparco.

>Il faraglione di Pizzomunno costituisce uno dei siti di maggior rilievo nel costituendo Geoparco del Gargano (foto Maria Grazia Frisaldi)

 

In questo modo sarà possibile difendere peculiarità geologiche locali e non commettere errori, come accaduto in passato. Mi riferisco al sito ‘Punta delle Pietre Nere’, nei pressi di Lesina, distrutto negli anni ’90 a seguito della costruzione di un porticciolo…

Il caso di Punta delle Pietre Nere – unica presenza di rocce magmatiche in Puglia – rappresenta un caso-limite: fu quasi del tutto smantellato per far posto ad opere antropiche a forte impatto paesaggistico. La legge regionale sulla tutela e valorizzazione del patrimonio geologico dovrebbe scongiurare il ripetersi di situazioni simili, mentre l’istituzione del geoparco consentirebbe una più organica promozione e valorizzazione dei siti di importanza geologica. 

La creazione di un geoparco, però, implica anche il coinvolgimento, diretto e attivo, della popolazione e degli enti locali…

La principale strategia della Rete dei Geoparchi Europei (Egn) e della più recente Rete Globale dei geoparchi, sotto l’egida dell’Unesco, coniuga le politiche di conservazione e di valorizzazione del patrimonio geologico e le integra nell’ambito delle azioni finalizzate alla tutela attiva delle risorse ambientali e, più in generale, allo sviluppo sostenibile locale. Il geoparco rende riconoscibile le peculiarità geologiche del territorio in un processo condiviso e identitario delle popolazioni e degli enti territoriali che diventano parte attiva dei siti che testimoniano l’evoluzione del nostro pezzo di Terra e contribuiscono allo sviluppo socio-economico. Un geoparco è ciò che sicuramente manca al Gargano, perché è uno strumento che serve non solo a tutelare le risorse ambientali e culturali, ma soprattutto le valorizza attraverso la creazione di una rete di fruizione attiva tutto l’anno.

E' stata avviata la stesura del dossier per la candidatura del Parco del Gargano a Geoparco (foto Maria Grazia Frisaldi)

In che modo sarà possibile coniugare le esigenze della geoconservazione con le opportunità del geoturismo?

La conservazione e valorizzazione dei numerosi siti di interesse geologico del Gargano meritano un ampio rilancio culturale e turistico. Il peculiare aspetto scientifico della geoconservazione non è incompatibile con lo sviluppo del geoturismo locale, coniugando il patrimonio geologico a quello naturalistico, paesaggistico e storico, e agli aspetti storico-culturali e eno-gastronomici. Un geoparco è elemento di valorizzazione che sconfigge l’isolamento e reprime i reati ambientali  perché crea sviluppo e controllo del territorio. Sul Gargano non dobbiamo più essere inermi custodi e tentare di mettere tutto sotto teca. Il compito dell’Ente Parco è anche quello di rendere fruibile il proprio patrimonio. Dunque, il geoparco è ulteriore presidio alla bellezza del territorio, uno stimolo in più ad aggregare i vari tipi di offerta ed incentivare turismo alternativo anche per i diversabili. 

I presupposti sembrano esserci tutti. Ora quale sarà l’iter da seguire?

Stiamo lavorando alla stesura del dossier di candidatura: si tratta di un lavoro complesso che, a partire dalla identificazione del territorio e dagli approfondimenti sul patrimonio geologico, possa definire anche le politiche più appropriate di geoconservazione, le attività economiche e relativi business plan.

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