Statale 7/ter Bradanico-Salentina, 27 milioni per completamento lavori e tre proposte sul tavolo

STATALE 7 TER BRADANICO SALENTINA (Foto: Paolo Pagliaro)

A fine gennaio i sindaci dei Comuni interessati si riuniranno per discutere i progetti sul tavolo

 

La strada statale 7/ter Bradanico-Salentina, l’eterna incompiuta. Non ancora per molto, forse. L’Anas (la società che si occupa di infrastrutture stradali) ha convocato infatti una Conferenza di servizi per il 29 gennaio 2024, a cui parteciperanno tutte le istituzioni interessate (tra cui i comuni di San Pancrazio, Guagnano, Salice Salentino, Campoli Salentina, Novoli, Lecce, Carmiano e Trepuzzi). Sul tavolo tre ipotesi di tracciato.

Una storia lunga decenni

La strada statale 7 ter “Salentina” venne istituita nel 1937 e, ancora oggi, è un punto di collegamento fondamentale tra i capoluoghi Taranto e Lecce. D’estate è molto frequentata per i traffici di turisti, nonostante il suo limite di presentarsi prevalentemente a una corsia, tranne in due tratti che nel corso degli anni Novanta sono stati ammodernati a strada extraurbana secondaria a due carreggiate, con due corsie per ogni senso di marcia. Risulta tuttora incompiuta, nonostante si cerchi di completarla fin dagli anni ’80. L’unico tratto completo è proprio quello a quattro corsie tra Manduria e Taranto.

Il percorso interregionale della Bradanico-Salentina

Ora, sembra che la situazione si stia sbloccando per quanto riguarda il progetto del tratto San Pancrazio – Lecce, in una parte già in fase di cantiere. Quest’ultima rappresenterà la circonvallazione cittadina, con una sopraelevata lunga circa quattro chilometri che da via San Pasquale porta alla via per Lecce, costituita da due corsie anziché le quattro previste nel progetto iniziale. A preoccupare sono gli altri lotti della Bradanico-Salentina, la quale, va ricordato, negli anni ’90 è stata inglobata in un grande progetto che dovrebbero collegare Matera dall’innesto della Strada statale 655 Bradanica diretta verso Candela-Foggia a Lecce, passando per Taranto. Alcuni di questi lotti sono ultimati, altri si stanno ultimando, altri ancora non sono mai cominciati.

A San Pancrazio, inoltre, un progetto prevedeva una variante ex-novo che corresse parallelamente più a Sud, tra Guagnano e Salice Salentino e poi proseguendo in direzione Novoli fino allo svincolo con la tangenziale Ovest di Lecce. Tuttavia, per evitare degli espropri, i progettisti hanno preferito seguire il percorso attuale, facendo proseguire la strada attraverso i centri di Guagnano e Campi Salentina senza soluzione di continuità, sfavorendo tuttavia ancor di più la zona Sud di Taranto.

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Per il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani, è una questione soprattutto di sicurezza. “Continueremo la battaglia per la realizzazione delle quattro corsie che ci vede impegnati da oltre vent’anni – scrive in una nota -, convinti che non bastino gli adeguamenti e le varianti per risolvere le criticità di un tracciato a due corsie che non risponde alle nostre esigenze di viabilità e sicurezza. Sono interventi di ripiego, ma quello che serve davvero è il raddoppio da due a quattro corsie”.

Pagliaro: “Tre ipotesi, si scelga in prospettiva raddoppio a quattro corsie”

Pagliaro incontra responsabile Anas Puglia, 9 gennaio 2024

Riguardo alla posizione dell’Anas, Pagliaro riferisce che “sul versante tarantino è stata confermata la partenza a breve del cantiere per il completamento del terzo lotto Manduria-San Marzano, finanziato con quasi 27 milioni di euro. Sul versante leccese, invece, c’è da scegliere fra le tre proposte progettuali elaborate per il tratto Manduria-Lecce, per l’adeguamento del percorso Lecce-San Pancrazio e per la realizzazione delle varianti agli abitati di Guagnano, Salice Salentino e Campi Salentina”. Tutto si deciderà quindi il 29 gennaio (o almeno, ci sarà un confronto).

“L’appello che rivolgo ai sindaci dei comuni interessati – scrive Pagliaro – è di guardare non solo all’immediato futuro ma in prospettiva, all’obiettivo per noi imprescindibile per la viabilità e lo sviluppo del nostro territorio: il raddoppio della strada da due a quattro corsie, per mettere in connessione diretta, sicura e moderna Lecce e Taranto. Questa mancata realizzazione ha rallentato il decollo dell’area ionica-salentina, impedendo la naturale connessione fra il tessuto produttivo leccese e quello tarantino, ridimensionando gli scambi non solo commerciali ma anche culturali fra due anime dello stesso territorio. Un esempio su tutti: l’Università del Salento, che sarebbe stata la scelta più vicina agli studenti tarantini, essendo difficilmente raggiungibile è passata in secondo piano rispetto a Bari ed altre università”.

Italia Viva: “Proposta indecente”

Per Italia Viva, la proposta dell’Anas è “indecente”, come si legge nella nota di Angelo Sirsi, e chiede “ai Sindaci del Nord Salento convocati per l’incontro di rifiutare con forza la proposta di ANAS e di rilanciare la strada a quattro corsie del progetto originario”.

“L’incremento di flussi turistici nel Salento, che non può e non deve essere sempre penalizzato – conclude Sirsi – passa anche dal completamento della Bradanico–Salentina. Italia Viva aderisce, pertanto, all’Appello pubblico lanciato dal “Comitato 7/ter” per il completamento in tempi brevi della Statale 7/ter, invitando amministratori e cittadini ad aderirvi per far sentire forte la voce della comunità salentina”.

Preoccupazioni condivise anche dalla Confcommercio Taranto: “Ci preme sottolineare – ha commentato il presidente Leonardo Giangrande – che se si opterà per una soluzione diversa dal progetto storico cioè che non contempli la realizzazione di una strada a due carreggiate (con due corsie per ogni senso di marcia), anche nel tratto di completamento finale, solo parzialmente avremo accorciato le distanze utili a favorire gli scambi economici del territorio ionico-salentino”.

La statale 7, infatti, è una infrastruttura strategica per il territorio, legata alla valorizzazione delle vocazioni territoriali, soprattutto quelle turistiche  (oggi occorrono, quando c’è traffico, poco meno di due ore per 100 km). Eppure la sua storia è infinita. Che sia la volta giusta per mettere d’accordo le esigenze di tutti? Lo scopriremo a breve.

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