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Squali nel Mediterraneo: un progetto per salvarli

SharkLife ha come obiettivo azioni concrete per la salvaguardia degli squali attraverso la riduzione della mortalità causata dalla pesca professionale e sportiva in Italia

Un progetto per salvare gli squali nel Mediterraneo, che da tempo rischiano l’estinzione. Si tratta di SharkLife dell’Unione Europea, iniziativa presentata durante la Settimana Europea degli Squali e orientata ad azioni urgenti per la conservazione dei pesci cartilaginei nei mari italiani. Un categoria a rischio, quella degli squali, con il 42% delle 71 specie valutate presenti nella Lista Rossa IUCN a causa del loro stato di conservazione. L’Italia si pone perciò quale laboratorio di tutela e indagine privilegiato, vista la posizione strategica della penisola nel cuore del Mediterraneo, con la presenza di ben 43 specie di squali. Il progetto sarà affidato per i prossimi tre anni ad un gruppo di associazioni ed enti di cui capofila è CTS (Centro Turistico Studentesco e giovanile), associazione di protezione ambientale specializzata nella tutela della biodiversità marina. «Pensare alla tutela di questi splendidi animali è importante ma lo è altrettanto sfatare il luogo comune che gli squali siano mangiatori di uomini» commenta Stefano Di Marco, vice presidente nazionale di CTS e aggiunge: «Nel Mediterraneo è rarissimo che uno squalo attacchi l’uomo». Di Marco tiene a sottolineare poi l’importanza di questo animale che «svolge da sempre un ruolo regolatore nell’ecosistema marino». Oggi la principale minaccia alla sopravvivenza dello squalo è la pesca, anche perchè spesso ad essere catturati sono giovani esemplari. Il progetto andrà perciò ad introdurre a regime gli ami circolari, che garantiscono una maggior tutela degli animali, assieme alla pratica del tags and release, ovvero la marcatura e successivo rilascio delle prede pescate per monitorare i vari esemplari presenti nel Mediterraneo.

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