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Spreco alimentare, WWF: «Quanta natura sprechiamo!»

Il WWF ha diffuso i dati del rapporto Quanta natura sprechiamo. L’aspetto principale evidenziato nel rapporto è il costo ambientale del cibo, in termini di emissioni di CO2, azoto ed acqua.

Ogni anno i consumatori spendono circa 300 euro in cibo che, per disattenzione o negligenza, si butta senza che sia consumato. Anche il sistema produttivo perde cibo e risorse lungo la filiera (fino al 50% delle perdite totali) prima ancora che esso arrivi sulla tavola. In termini ambientali, questo corrisponde in un consumo d’acqua pari al fabbisogno domestico annuo di 27 milioni di nigeriani ed in 24,5 milioni tonnellate equivalenti di CO2 immesse inutilmente in atmosfera (tra produzione e trasporti). L’azoto reattivo contenuto nei fertilizzanti causa gravissimi impatti sulla qualità delle acque e sulle specie che popolano gli ecosistemi idrici.

Secondo un’indagine Eurisko, la quasi totalità (90%) degli italiani riconosce lo spreco alimentare come un problema serio ed individua la principale causa in comportamenti poco attenti. La crisi in atto sta svolgendo un effetto virtuoso sulla percezione del problema, inducendo una maggiore consapevolezza della sua gravità e favorendo comportamenti più attenti e più responsabili.

Il tema dello spreco alimentare è stato discusso anche in sede UE, grazie all’intervento dell’europarlamentare Salvatore Caronna. «Nel gennaio 2012 – ha detto – il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che affronta in termini strategici il problema del nostro modello di sviluppo. Da un lato si spreca 1/3 di cibo perfettamente commestibile, dall’altro ci sono quasi 80 milioni di cittadini che, nella sola Europa, non sono in grado di garantirsi un pasto completo al giorno». In questa risoluzione si chiede alla Commissione Europea di indicare al più presto l’Anno Europeo contro lo spreco alimentare, verso il traguardo di dimezzare lo spreco di cibo da qui al 2025.

Il prossimo 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’Alimentazione. Il WWF sostiene alcune iniziative antispreco promosse da grandi aziende. IKEA proporrà ai suoi clienti eco-vaschette antispreco, una versione evoluta della classica doggy bag americana per l’asporto del cibo avanzato. Gli scarti alimentari di alcuni ristoranti Autogrill nutriranno l’orto dell’Oasi WWF di Vanzago, dove si pratica agricoltura biologica e dove le scuole del territorio potranno imparare e coltivare. Auchan e Simply combattono lo spreco attraverso la vendita di prodotti sfusi ed il recupero di prodotti prossimi alla scadenza, da donare alle associazioni di volontariato sociale.

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