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Sport e sostenibilità: connubio vincente

Lo sport è un valido alleato verso gli obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale. L’impegno di Confassociazioni e il racconto di buone pratiche

«Lo sport, coi suoi valori di rispetto, dialogo e comprensione, contribuisce allo sviluppo e alla realizzazione degli individui. Dallo sport scaturiscono azioni e riflessioni per trasformare e migliorare le nostre società». Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, ha sancito così il Piano di Kazan, un accordo globale che inserisce la pratica sportiva negli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030.

Confassociazioni e SIMA, Società italiana medici ambientali hanno dedicato una tavola rotonda al connubio tra sport e sostenibilità. Lo scorso 14 giugno, a Roma, si è discusso sulla valenza ecologica e sociale dello sport, con il racconto di buone pratiche.

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Sport e sostenibilità contro il contagio dalla vita sedentaria

sport e sostenibilità

I gruppi di cammino sono una pratica che coniuga sport e sostenibilità. I partecipanti scoprono il territorio, migliorano il loro stato di salute, la loro autostima, i loro rapporti interpersonali

L’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile ci ricorda come lo sport può garantire una vita sana, benessere personale e relazioni sociali di qualità. «Diabete e obesità – ha affermato Daniela Lucini, medico dello sport e docente all’Università di Milano – sono malattie a elevata trasmissione sociale. I pazienti assumono stili di vita scorretti e perdono la propria autostima, contagiando le persone che li circondano».

Secondo l’esperta, lo sport è strumento di sostenibilità: faccio oggi qualcosa che domani preservi la mia salute psico-fisica. «L’esercizio fisico è possibile ovunque – ha precisato – all’aperto come a casa e al lavoro. L’attività fisica supporta e potenzia le cure farmacologiche. Condividere l’attività sportiva migliora lo stato di salute, l’autostima, i rapporti interpersonali, il rendimento sul lavoro».

In Brianza, i medici della locale azienda sanitaria prescrivono la partecipazione ai gruppi di cammino. I gruppi coinvolgono i pazienti diabetici, i loro familiari e tutti coloro che vogliono prevenire il diabete. I partecipanti camminano nei sentieri dei parchi brianzoli, secondo modalità calibrate sulle loro esigenze cliniche. L’app Città per camminare li aiuta nella scoperta dei sentieri, registrando i risultati terapeutici ottenuti.

Sport e sostenibilità: una nuova percezione dell’ambiente

Lo sport contribuisce al raggiungimento di altri obiettivi dell’Agenda 2030: economia verde, resilienza delle città, salubrità degli ambienti. Un’attività sportiva sana, ricordano i medici ambientali di SIMA, impone la ricerca di spazi puliti, siano essi all’aperto o al chiuso.

«L’attività sportiva – ha detto Antonio Uricchio, rettore dell’Università di Bari – aumenta la consapevolezza sui temi ambientali e in particolare sull’emergenza inquinamento. A Taranto, seconda sede dell’Università di Bari, i wind days fanno propagare pericolosamente le polveri dell’Ilva. Gli sportivi rivendicano il diritto a un’aria più respirabile, per poter praticare le loro attività».

Gli ha fatto eco la senatrice Daisy Pirovano (Lega): «Gli sportivi – ha aggiunto – fanno controllo del territorio. Per rivendicare il loro diritto allo sport, segnalano rifiuti abbandonati, aree verdi non curate, qualità dell’aria spesso non buona».

Sport e sostenibilità: nuovo volano per l’economia

Lo sport, rammenta Confassociazioni, non è solo veicolo di socialità, ma anche di circolazione economica. La Fondazione Cà Granda – Ospedale Maggiore di Milano valorizza il binomio sport-sostenibilità nella gestione del suo immenso patrimonio immobiliare. «La Fondazione – ha affermato il presidente Marco Giachetti,– non è solo un importante centro di ricerca sanitaria, ma è anche il più grande proprietario terriero d’Italia».

I terreni, dislocati nei parchi di Adda e Ticino, si stanno dotando di percorsi ciclopedonali; le cascine diventeranno centri di educazione per stili di vita sani. Gli allevatori producono latte a km zero, biologico, certificato dai medici dell’ospedale e attualmente in vendita nella grande distribuzione lombarda. «Puntiamo alla valorizzazione ambientale e sociale delle nostre proprietà – ha concluso Giachetti – per far conoscere il territorio e divulgare stili di vita sani. Gli introiti economici finanzieranno la ricerca sanitaria, chiudendo il circolo virtuoso sport-territorio-sostenibilità».

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