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Sport e alimentazione, il ruolo fondamentale del nutrizionista. Intervista al dott. Meleleo

sport e alimentazione

Per un bilancio della Giornata mondiale dell’alimentazione, intervista al pediatra e nutrizionista sportivo Domenico Meleleo. Tra sport e alimentazione

È un pediatra, docente di nutrizione e consulente di diversi atleti, tra cui Paola Piazzolla, campionessa di canottaggio di Barletta. Ma Domenico Meleleo, interpellato da Ambient&Ambienti sulla Giornata mondiale dell’alimentazione e il rapporto con lo sport, si definisce anche un “meccanico“.

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In che senso, dottor Domenico Meleleo?

«Il concetto fondamentale è che se l’alimentazione normale punta al benessere psico – fisico di un individuo, lo sportivo cerca e vuole una ottimizzazione. In sostanza, vuole che l’alimentazione contribuisca a migliorare le sue prestazioni o che almeno non le comprometta. È per questo che nel mio lavoro è come se fossi il meccanico di una Ferrari: non non devi solamente tenere bene l’auto, ma pretendi prestazioni ottimali».

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E per evitare che la Ferrari si fermi troppo ai box, cosa fa quotidianamente un meccanico per il suo pilota?

«Ci sono dei punti cardine, in quanto l’ottimizzazione è ovviamente legata alle condizioni di salute e va tarata in base agli individui. È importante, ad esempio, che l’atleta sia bene idratato durante l’intensa attività fisica. Ma soprattutto, è fondamentale che sia ben alimentato prima e dopo la gara o l’allenamento».

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Un lavoro di squadra, in sostanza.

«Assolutamente, E’ importante anche la presenza di una vera e propria équipe a seguire l’atleta. Serve un team».

Il ruole del nutrizionista per il giusto equilibrio tra sport e alimentazione

A proposito, com’è vista la figura del nutrizionista?

«E’ uno dei problemi nel nostro lavoro. L’ostacolo principale, in alcuni casi, è proprio quello per cui l’atleta non sia convinto dell’utilità della tua figura. A volte si ritiene che una cosa detta dall’allentatore abbia importanza, una cosa detta da noi sia meno valida. Per questo è importante il senso dell’alleanza, sia con gli altri tecnici che con gli atleti, perchè è ancora poco apprezzato il ruolo del nutrizionista».

Il nutrizionista Meleleo durante un convegno

Il nutrizionista Meleleo durante un convegno

Anche per i divieti che è costretto a imporre. Su quali cose gli atleti sono più restii ad accettare veti?

«Se c’è un cibo su cui tutti provano ad aggirare i divieti, è il dolce. E’ giustificato, perchè gli atleti si rifugiano nei dolci perchè procurano beneficio dopo essere sottoposti a tensioni e stress emotivi. Ma uno strappo alla regola va concesso solo parzialmente. Così come bisogna seguire soprattutto i giovani, dopo una vittoria. C’è il rischio di festeggiare con qualche alcolico di troppo».

Sportivi a parte, qual è il rapporto degli italiani, nel quotidiano, con l’alimentazione?                                      

«La popolazione italiana sta diventando sempre più consapevole. E’ un percorso ancora molto lungo ma è evidente sia cambiato l’approccio.  In alcuni casi si rischia la patologia dell’ortoressia, quando l’ossessione del cibo sano diventa quasi pericolosa. Ma nel complesso noto un miglioramento».

E poi, ci sono anche giornate tematiche ad hoc…

«Sono importanti, ma lo sono di più i progetti ben strutturati e sostenibili. Vanno bene iniziative spot come può essere, ad esempio, l’Obesity day o appunto la Giornata mondiale dell’alimentazione. Ma sensibilizzare non basta, se non c’è continuità. Sono interventi che sortiscono effetti limitati. Su questo tema io ritengo che sia necessaria più formazione che informazione».

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