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Speed Breeding: agricoltura del futuro

Al John Ines Centre si studia come rendere più veloci le colture, dal grano all’orzo, dai legumi ai piselli.

La lotta alla fame nel mondo è una questione tanto grande quanto irrisolta.Pensare di debellarla pare decisamente utopistico; di certo – però – l’umanità potrà avvalersi di una piccola arma più.
Come una “carta” nuova, appena pescata dal mazzo in una “partita” che si gioca sul tavolo ambientale. Quella che Brande Wulff ha chiamato Speed Breeding. Eccoli qui i protagonisti. Un nome ed un concetto. Partiamo dal secondo.

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Speed Breeding: velocizzare il processo.

speed breeding

Brande Wulff, ricercatore senior del John Innes Centre

Speed Breeding letteralmente significa “allevamento rapido”, ma il riferimento che si fa in questo caso è sulla coltura.
Il processo di coltivazione delle piante viene reso più veloce, accelerato grazie ad un ambiente artificiale – come una serra – che si serve di un’illuminazione potenziata. La tecnica è stata estrapolata da una sperimentazione della Nasa che alcuni anni fa ha realizzato un orto nello spazio per garantire un approvvigionamento inesauribile di cibo per gli astronauti.

Per arrivare a ciò, le piante erano perennemente illuminate dal sole, cosicché sarebbero potute crescere più in fretta.

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Con lo stesso meccanismo, quindi, ed una fonte di calore “naturalmente artificiale”, si riesce a far fiorire piante a velocità doppia e, in taluni casi, tripla.
Non solo. Oltre alla caratteristica della velocità, tali colture devono essere capaci di far fronte ai grandi caldi, alla siccità, piuttosto che forti piogge. In poche parole, fronteggiare con più tenacia i cambiamenti climatici.
Il tutto per il fine ultimo e superiore: la sicurezza alimentare globale.

Il John Innes Centre

Arriviamo dunque al secondo protagonista, il citato Brande Wulff, a capo di un team di ricercatori del John Innes Centre.
Due parole sul centro di ricerca, con una storia secolare – fondata infatti nel 1910 a Londra – e da sempre impegnato nello studio e analisi del campo della biologia, della genetica e della microbiologia molecolare.

speed breedingSfociando in questi ambiti attigui, Brande Wulff, in collaborazione con L’Università di Sidney e con Lee Hickey ricercatore senior dell’Università del Queensland, ha dunque compreso l’enorme potenzialità insita nello Speed Breeding e ha stimato che cresceranno piantagioni più nutrienti e al tempo stesso resistenti ai parassiti.
Il tutto con un cospicuo risparmio economico e di consumi, per merito di un’illuminazione a LED, attiva ventidue ore al giorno.

E’ evidente che si è al cospetto di un’idea a tratti rivoluzionaria, che non guarda ad una produzione di nicchia, come quella spaziale per gli astronauti, bensì su larga scala. Proprio perché la lotta alla fame nel mondo è una questione tanto grande. Sicuramente difficilmente risolvibile.
Tuttavia mitigare lo spreco delle risorse agricole (per virus, batteri e fattori esterni) è nella possibilità degli uomini.
Speed Breeding è una “carta” in più da giocare sul tavolo ambientale, e Wulff col suo staff la utilizza in un momento delicato della “partita”.

La posta in palio è alta. Ma la partita non è ancora finita.

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