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Specie esotiche invasive: una minaccia crescente in Europa

Le tartarughe cursore stanno mettendo a serio rischio gli ecosistemi lacustri in Belgio

Lo scorso 9 settembre la Commissione Europea ha proposto un nuovo atto legislativo per prevenire e gestire la minaccia, in rapida crescita, rappresentata dalle specie invasive (IAS); la proposta di regolamento sarà ora esaminata dal Consiglio e dal Parlamento.  Attualmente in Europa si contano oltre 12 000 specie estranee agli habitat locali. Circa il 15% di queste è invasivo e in rapida crescita. La proposta intende rispondere ai problemi sempre più numerosi causati da queste specie esotiche invasive, che costano all’UE 12 miliardi di euro stimati all’anno. Il fenomeno, che si verifica quando le piante e gli animali sono deliberatamente o involontariamente introdotti dall’uomo in un nuovo ambiente in cui si stabiliscono, riproducono e proliferano, sta causando seri problemi per la biodiversità. Lo strumento giuridico specifico si propone di affrontare il problema attraverso un nuovo sistema armonizzato e il passaggio dalla “cura” alla “prevenzione”.

Che si tratti di Senecione (o erba di san Giacomo) che cresce in Ungheria, o della diffusione di gamberi della Louisiana in Italia,le IAS possono avere un significativo impatto negativo sulla biodiversità: alterazione degli habitat e interferenza con i processi ecologici, outcompeting, ibridazione con specie autoctone, estinzione di alcune specie. Possono anche danneggiare le infrastrutture e causare perdite agricole – in Italia da solo, la nutria (il topo di fiume) costa 4 milioni di euro all’anno, solo in danni a spese dell’agricoltura e controllo. Le IAS possono anche causare problemi di salute ad esempio danneggiare la pelle o provocare eczemi gravi.

Il Commissario europeo per l'ambiente Janez Potocnik

Come questo video di 10 minuti realizzato da Video News Release (VNR) mette in evidenza, gli Stati membri sono consapevoli del problema e stanno prendendo iniziative – ma questa è la prima volta che è stata proposta una risposta coordinata a livello europeo. In un’intervista esclusiva, commissario europeo per la Ambiente, Janez Potočnik,  ha dichiarato: «Noi pensiamo che se vogliamo affrontare seriamente questi problemi, è meglio se uniamo le nostre forze. Ecco perché ci proponiamo una legislazione comune a livello europeo. “

Nel raccontare tre storie di IAS che causano danni ecologici, sociali ed economici in Europa, la VNR illustra l’approccio in tre fasi che si compone di: prevenzione, diagnosi precoce e l’eradicazione e il controllo a lungo termine e di contenimento. In primo luogo, in Ungheria, le autorità stanno cercando di contenere la diffusione del Senecione bloccando il trasporto del terreno contaminato. Durante il periodo di rilascio del polline, la pianta (che appartiene alla famiglia delle margherite) provoca rino-congiuntivite, asma e più raramente dermatite da contatto e orticaria, che costano al Ministero della sanità ungherese circa 36 milioni di euro. In secondo luogo, in Italia, sono in atto misure di prevenzione per affrontare nutria, che causano danni alle terre coltivate, e i gamberi della Louisiana, che minacciano le specie autoctone. Infine, sono in corso sforzi per sradicare le tartarughe cursore da ecosistemi lacustri in Belgio, dove se iniziano la riproduzione sono una minaccia per la biodiversità

 

 

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