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Specie aliene, in Italia è allarme

specie aliene - scoiattolo grigio americano con scoiattolo rosso

Lo scoiattolo grigio, introdotto in Italia negli Anni ’60, sta invadendo i nostri boschi. È portatore sano di un virus che uccide la specie europea di scoiattolo rosso, tanto che secondo gli scienziati entro qualche anno la sua diffusione potrebbe portare alla probabile estinzione di quello autoctono che da milioni di anni vive nelle foreste europee. L’ISPRA è capofila di un progetto di eradicazione dello scoiattolo grigio in Umbria, finalizzato a tutelare il nostro scoiattolo rosso

Le specie aliene o alloctone – che non appartengono al luogo dove risiedono ndr – invasive, trasportate intenzionalmente o meno dall’uomo, sono un fenomeno in forte crescita in Europa. Tra i responsabili di questa “invasione”, la globalizzazione e i cambiamenti climatici. Il dato è confermato dall’ISPRA.

Secondo la ricerca condotta dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, le specie aliene rappresentano una minaccia per la biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi. Negli ultimi 30 anni il numero di specie aliene sarebbe cresciuto del 76%, con una spesa per i Paesi europei di oltre 12 miliardi di euro l’anno. Infatti, sono vettori di infezioni gravi e allergie per l’uomo, causano gravissimi danni diretti e indiretti all’economia (in particolare in agricoltura), alla biodiversità, alla salute animale.

L’Italia, a causa delle sue caratteristiche geografiche e climatiche è particolarmente vulnerabile all’ingresso delle specie aliene sul territorio. L’ISPRA ha rilevato la presenza di 3000 specie terrestri, delle quali 1645 specie animali e 1440 vegetali.

Proprio l’ISPRA è capofila di un progetto di eradicazione dello scoiattolo grigio in Umbria, finalizzato a tutelare l’autoctono scoiattolo rosso.

Molte delle specie aliene sono tra gli invertebrati, di queste, 1.220 sono terrestri e 156 d’acqua dolce, sia animali, sia vegetali. A queste, spiega l’Istituto, si devono aggiungere una trentina di specie parassite. Si tratta soprattutto di artropodi, dei quali più del 90% sono insetti, che includono molti potenziali vettori di infezioni gravi per l’uomo.

Nel nostro Paese è in crescita anche il numero di specie esotiche: da 1050 si è passati a 1440 specie in soli cinque anni. Di queste circa il 40% si sono sviluppate per motivi casuali, il 60% sono naturalizzate. Circa un terzo delle naturalizzate(circa 280 specie) sono considerate invasive e molto dannose, come l’allergenica Ambrosia artemisiifolia.

Anche gli ambienti d’acqua del nostro Paese sono caratterizzati da elevatissimi tassi di invasione di specie alloctone, sia unicellulari, sia multicellulari. Negli ultimi anni sono emerse patologie da alghe tossiche e protozoi prima non registrati in Italia.

Secondo gli ultimi dati, a oggi, lungo le coste italiane sono presenti 186 specie alloctone multicellulari di cui 55 vegetali e 131 animali. Tra le alghe meritano particolare menzione le due specie di Caulerpa (C. cylindracea e C. taxifolia) che hanno colonizzato gran parte dei fondali che in precedenza sono stati caratterizzati da praterie di Posidonia oceanica.

Nel Mediterraneo il numero di specie alloctone è più che raddoppiato tra il 1970 ed il 2015, con oltre 250 specie ritrovate nel corso degli ultimi 15 anni. Subito dopo Israele, Turchia e Libano, l’Egitto, l’Italia e la Francia sembrano essere i principali hotspot di introduzione di specie alloctone in base al numero di primi ritrovamenti nel Mare Nostrum. Italia e Francia sono anche i Paesi dove si registra il più alto numero di specie alloctone di artropodi terrestri.

Sulle problematiche legate alle specie invasive, particolare importanza rivestono gli sforzi di informazione del pubblico, sia sul problema specifico, sia più in generale. In questa ottica, se ne è discusso oggi a Roma, presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza, nel corso dell’incontro “Le specie aliene in Italia: emergenze e ri-emergenze per Ambiente e Salute”, organizzato dalla FISNA, Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente. L’evento è stato anche l’occasione per presentare le informazioni contenute nelle banche dati di ISPRA e i risultati condotti dall’Istituto nell’ambito del monitoraggio delle specie aliene.

 

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