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Spalmaincentivi, Verdi europei presentano interrogazione parlamentare

L’europarlamentare Verde Claude Turmes ha presentato un’interrogazione parlamentare. È stato chiesto alla Commissione europea di verificare la compatibilità del decreto legge italiano SpalmaIncentivi con il Trattato sulla Carta europea dell’energia.

Se il decreto sarà trasformato in legge, i titolari di impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore a 200 kW dovranno scegliere tra due possibili opzioni: una riduzione dell’8% dell’incentivo per la durata residua del periodo di incentivazione; una riduzione modulata in funzione del periodo residuo, con estensione del periodo di incentivazione a 24 anni.Questo in contrasto con quanto raccomandato dal commissario europeo Oettinger: «Tutti coloro che hanno installato pannelli solari, centrali a biogas o parchi eolici debbono ricevere il livello di incentivazione garantito al momento dell’installazione».

Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde Europeo e Coordinatrice di Green Italia: «Si tratta di un’azione che penalizza un settore virtuoso dal punto di vista economico ed energetico, mentre altri settori, come carbone ed autotrasporto, non hanno visto alcuna riduzione: una chiara scelta del governo a favore delle fonti fossili». Il Commissario europeo

«La Carta europea dell’energia impone ai paesi firmatari di fornire agli investitori condizioni stabili, per garantire lo sviluppo degli investimenti, senza che siano penalizzati da cambiamenti inaspettati nelle condizioni giuridiche ed economiche sulla base delle quali erano stati effettuati. Queste condizioni verranno meno nel momento stesso in cui lo Spalmaincentivi dovesse diventare legge: un’efficace spauracchio che allontana i futuri investitori, senza oltretutto punire gli eventuali speculatori che sono già scappati col bottino».

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