L’Unione Europea si appresta a riformare la Politica Comune della Pesca. Termina a Bruxelles il tour Sostieni chi pesca sostenibile: qui, gli attivisti Greenpeace hanno consegnato oltre 100mila barchette, firmate dai cittadini e raccolte durante le tappe della rompighiaccio Arctic Sunrise.
Con questa azione simbolica, cittadini ed ambientalisti chiedono all’Europa di incentivare i pescatori artigianali (e quindi la pesca a basso impatto ambientale), con una riforma che fermi la pesca eccessiva e distruttiva. In concreto, bisogna recuperare gli stock ittici prima del 2020, ridurre la flotta europea di pescherecci entro limiti sostenibili e sanzionare coloro che non rispettano le regole.
A ricevere le 25 mila barchette di carta – insieme a una flotta virtuale di oltre 90 mila barchette firmate sul web – sono stati i negoziatori che rappresentano i ministri della Pesca europei, il Parlamento europeo ed il Commissario europeo per la Pesca Maria Damanaki. La consegna è avvenuta poco prima dell’avvio delle ultime riunioni per raggiungere un accordo sulla nuova Politica Comune della Pesca.
Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia: «Siamo in un momento chiave: i nostri politici devono decidere da che parte stare. Tutelare il mare e chi pesca sostenibile, o svenderlo all’industria e condannarlo. Non c’è più tempo da perdere. Se non saranno adottate regole precise, la vita dei nostri mari sarà irreparabilmente danneggiata insieme al sostentamento di migliaia di famiglie di pescatori».
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